viva la vida
Ogni volta che l’ascolto per caso mi chiedo quanti violini abbiano impiegato.
E’ più forte di me.
In seconda analisi penso che,prima che il negozio abbassasse per sempre le saracinesche, ti ho accompagnato io a comprare quel cd.
Pioveva ma non faceva così freddo quanto avrebbe dovuto e senza ombrello mi hai preso sottobraccio e via.
Quanto abbia riso?
Parecchio, ma eravamo ancora adolescenti, o ci piaceva pensare di esserlo.
When I was young, it seemed that life was so wonderful…..
Prometto che sarò pronta per cena….
ma ho caricato la musica quella che non ascoltavo da un pò.
Una volta scrivevo post che mi sembravano belli da leggere, che mi sembravano avere una logica.
Insomma scrivevo.
Poi sono successe tante cose.
Ora scrivo frasi che hanno senso solo per me.
Forse fa parte di quella mutazione che mi ha pervaso.
Perdere la capacità di scrivere.
Si, perchè per scrivere quel biglietto ho impegato 2 settimane e l’ho scritto e l’ho riscritto e alla fine non lo so se ha capito qualcosa.
Ma io dovevo scrivergli perchè non avrei più avuto modo di parlargli.
Eppure io gli ho sempre scritto.
Non mi ha mai risposto, quando era gradita una risposta.
Ma io sono così.
Non imparerò mai a parlare, potrò solo comunicare scrivendo.
Però per strada si perdono molte cose.
No, forse è meglio dire che si perdono molte persone.
Così mi chiedo quanto ancora debba pagare in questa vita.
Non devo il perdono a nessuno.
E’ forse per questo che il mio conto è più alto di quello degli altri?
Avere con certe persone una linea dura?
Parlando tempo fa con A. si tirava il bilancio di certi avvenimenti che si sono abbattuti sulle nostre teste.
Lei dice che mi preferisce ora, io la preferivo prima e anche se ora, secondo lei sono meglio, il prezzo per questa meglitudine quale è stato?
E quando estinguerò il mio conto?
E il bilancio alla fine cosa mi dirà?
Brava, ti sei fatta in 4, in 8, in 16, in 24 e pure in 32 per persone che hanno dimostrato molto chiaramente che di te non gliene fregava nulla.
Perchè sinceramente mi sembra di pagare ancora e ancora e ancora ….
Posso farti una domanda?
Cammino con la musica nelle orecchie e stancamente mi trascino a casa con mille pensieri per la testa.
Una voce dentro mi dice che oggi è l’ultimo viaggio in mezzo alle colline dove la scuola di magia è nascosta.
Anche lei cadrà vittima del grande demone celeste.
Seppur nascosta, seppur scuola di magia, quello che le si prospetta è a dir poco agghiacciante.
Cesserà di essere una scuola di magia.
Ho quasi accettato il fatto di non poter più fare il mio lavoro, se non a settembre, l’anno dopo ancora ma non posso accettare che la scuola di magia debba essere deturpata nella sua primaria essenza.
Togliete i teorici ma non i pratici!
E non riesco ad accettare quello che ho visto nei tabelloni.
Ma io non c’ero quindi non posso sapere.
Chissà se ha fatto tutto quello che poteva….. io glieli ho affidati con le lacrime agli occhi.
Certo è che io non ero li a dargli il tormento.
Già, è vero, non sono nostri figli, non siamo chiamati a fare miracoli, e dobbiamo sin dal primo giorno ricordare che non sono nostri.
Ma dopo aver passato il mio tempo ad ascoltare i loro problemi, ad asciugare le loro lacrime, a vederli sorridere quando erano felici non posso non chiedermi perchè quando certe squadre funzionano bene debbano essere spazzate via per fare posto ad altri che ammazzeranno tutto il lavoro che hai fatto con fatica.
Ah… già è così.
Amen io non posso farci nulla.
In tutto questo turbinio di pensieri continuo a camminare pensando ai fatti miei con la musica nele orecchie e tu devi continuare a rincorrermi per chiedermi se puoi farmi una domanda?
quando ho realizzato che parlavi proprio con me mi sono fermata ho tolto solo uno dei due auricolari e mi sono girata ed con lo sguardo ti ho incenerito.
Oggi è una pessima giornata vai al diavolo tu e la tua domanda.
Sbiennare
Gli anni si sa, io li conto da settembre a settembre.
Anche per me, come per quelli piccoli è arrivato il momento di sbiennare, passare al terzo anno, ma mentre sanno cosa il destino ha riservato loro io ancora non so se potrò sbiennare e soprattutto dove, o se sarò costretta ad un limbo senza fine.
sono passata dalla scuola di magia dove si indossavano divise, all’inferno fatto e finito dove non potevi neppure guardarti le spalle che tanto saresti stato colpito.
Dicono che in parte sia anche colpa mia che non ho saputo creare un legame forte perchè non ho mai scisso il legame con la scuola di magia.
Ma il legame con la scuola di magia non si può scindere, se lo accetti allora sai che non ne uscirai mai.
Ed io lo scorso anno potevo rifiutare un legame con un posto che dopo molto tempo mi faceva sentire a casa mia???
Fatto di rapporti umani, di corse, porte pesanti da sfondare a spallate e bigliettini.
Fatto di lacrime e fatica, tanta fatica e tanto lavoro, e sgridate ma a distanza di un anno vedi il frutto del tuo lavoro e finalmente sorridi.
Così la scuola di magia ha tirato fuori quella che sono che è capace di correre anche in versione meringa, che appena arrivata la su deve scendere veloce le scale perchè deve andare a cercare una parte del tutto, per una volta entrambi in divisa bianca.
Perchè oggi non lo so se sarei qui a scrivere questo post se la scuola di magia non avesse influito anche sulla mia precaria salute. Su quei kg che erano diventati pochi pochi. Sul mio essere adolescente che non finirà mai…
Perchè se non fosse stato per la scuola di magia forse neppure si sarebbe fatta la festa della meringa….
E’ che in questi due anni ho veramente imparato e visto tante cose che non mi va proprio di rimanere ferma a guardare le cose, vorrei anche io passare alla terza classe. In fondo mi pare di aver dimostrato di conoscere i programmi e di aver studiato prendendo sempre buoni voti
Precisazioni meringose
Non ci sono mai interessate le cose convenzionali.
Non siamo una coppia convenzionale. Non lo saremo mai.
La mia vita non è un lungo fiume che scorre tranquillo ma la vita di quella che tutti pensano sia strana.
Volevamo una festa a modo nostro.
Se avessimo dovuto stare nelle rigide convenzioni allora avremmo mandato al diavolo tutto e ogni cosa sarebbe rimasta al suo posto.
Io sono quella che corre, sempre…. ma no, quella corsa verso le persone a cui voglio veramente bene non è stata pianificata per stupire tutti, non mi sono messa a tavolino a pensare come poter lasciare tutti a bocca aperta, e neppure per un secondo ho pensato che indossavo un vestito poco convenzionale per le corse.
Quel vestito l’ho scelto proprio per la sua praticità.
Così come non ho pensato un minuto a come comportarmi. Se il mio comportamento è stato così diverso dal solito forse è perchè ero a casa mia.
Quello che mi fa incazzare di più è che siamo stati scavalcati su alcune decisioni senza essere stati interpellati e senza che ci si dicesse qualcosa perchè ai parenti che venivano da lontano non stava bene il ricordo che abbiamo scelto quindi è stato meglio dargli altro senza che noi sapessimo nulla.
Non c’erano fiori! che scandalo.
Eppure delle decorazioni tutte fatte a mano di carta e seta non è rimasto nulla… tanto schifo non dovevano fare.
Se avessi voluto stare nelle convenzioni non avrei corso tutto il tempo o afferrato la bavarese alla fragola nel momento meno opportuno…. ma io non ci ho pensato… è venuto d’istinto.
Ma poi penso a una cosa….
che ci sono persone che hanno fatto un mucchio di km per condividere questa festa fino alla fine, che nell’aria si respirava l’odore della scuola di magia e che mi sembrava di essere a casa e che i “teorici” sono stati spettacolari e che voglio loro un mucchio di bene, che vedere gli amici che conosci dall’infanzia commossi ti fa tantissima tenerezza. A tutto il lavoro che ha fatto M. da quando ha deciso che non potevo pesare così poco fino all’organizzazione della festa.
E così penso che dai peggiori scontri possono anche nascere delle amicizie dove ci si dice poco ma si sa tanto dell’altro.
Il resto per quel che mi riguarda non esiste.
I resoconti della meringa
SOTTOTITOLO: ciò che la memoria ricorda random
Due del trio che corrono in soccorso perchè il tempo stringe, mentre aspettano il terzo da lontano.
Una giornata calda a dispetto di ogni previsione nefasta del meteo, che proprio non voleva dare speranze, se non quelle di tanta acqua.
E la mattina arrivare a portare le ultijme cose ed accorgersi che persone che conosci stanno lavorando per la festa della meringa, tanto che non capisci bene dove sei ma non può che farti piacere.
E poi non si è mai vista una meringa schizzare veloce fuori da un veicolo ed andare ad abbracciare prima i teorici della scuola di magia, con sc che le dice che no… non deve salutare per primi loro… e poi varie ed eventuali.
E tre re magi che sono arrivati da così lontano che ami avrebbe creduto e che non potrà mai ringraziare a sufficienza.
Arrivare e scendere giù e vedere uc che ti dice che ha seguito tutto via telefono ma non riuscire a capire chi abbia potuto contattarlo…
E ti dice anche che stai bene così…
E vedere tutte assieme le persone che ti vogliono bene e capire molte cose.
Ridere e saltellare da una parte all’altra e poi a gesti indicare ai tuoi amici che lui è quello di cui hai tanto parlato e riuscire a presentarlo….sperando però che loro non gli dicano nulla…
Il regalo originalissimo di M. che mi fa commuovere….
I mille complimenti e le corse come al mio solito da una parte all’altra come è nel mio stile…..
Nulla di costruito. Quello che si è visto sono io e non mi cambierei per nulla al mondo….
Ma sopra ogni cosa è stato bello vedere le persone a cui vuoi bene e la loro partecipazione in giorni come questo, così bello che non finirai mai di dire loro, grazie.
Life on mars
Sono scesa dalla zucca gialla una fermata prima perchè oggi nevicava e ho voluto fare tutto il viale a piedi.
Adoro la neve di maggio, anche se oggi ogni passo era pesante e faceva male, male come quella giornata di settembre in cui ti ho detto che io non sarei più stata li.
Ad ogni passo era buttare giù un magone e lacrime, mai era stato così nei mesi precedenti anche quando il grande edificio mi mancava da morire.
Ma prima di entrare è arrivaro R. e così abbiamo affrontato insieme gli ultimi metri.
Il quarto d’ora che avevo preventivato sono diventate due ore dove ho corso per le scale avanti ed indietro, dove gli ex colleghi mi hanno salutato con tanto inaspettato affetto e dove i ragazzi mi hanno abbracciato, tretta, stropicciata.
Ho incasinato tutte le lezioni dei colleghi e sono statta scambiata da chi non mi conosce per un’alunna.
Ho percepito la contentezza nel dare certe notizie e ho colto in loro una partecipazione che dove sono ora non c’è.
Uc mi ha detto qualcosa che come la solito non ho capito, mentre come sempre se ne andava di fretta. Ma questa volta so perchè aveva così fretta.
Non capisco perchè il mio legame con il grane edificio sia così forte, non capisco perchè solo li dentro sia me stessa al 100%, non capisco come abbia fatto a stringere rapporti così forti, io che sto sempre sulle mie.
Però capisco perchè mi manca così tanto e capisco perchè ogni volta che me ne vado sto così male.
Tutti sperano che il prossimo anno torni li, io compresa.
19,32
Un cerchio si chiude con una mail che mi da una di quelle notizie che non ti può far altro che gioire dopo un tardo pomeriggio passato tra treni e macchine di topolino a bere un caffè al bancone ad essere sgridata per via di mille assurdi colori, assaggiare, guardarlo e dirgli ” stai mangiando la mia granita!” e poi mangiare un mini gelato e poi vederlo all’opera e stare li incantata, disquisire sul fatto che sia genetico ma che si può anche imparare.
Il tutto condito da chiacchiare chiacchiere e chiacchiere e risate sceme perchè funereo non sarebbe bello.
E camminare sentendo che fa caldo….e dire che la calma è la miglior cura per evitare l’infarto…
(uh…cacchio…avevo dimenticato che fosse permaloso…)
Detto da una che avrebbe bisogno della neuro…
ma sopra ogni cosa dirgli ciò che era giusto….
“Hai un pessimo carattere e fatico a farmi capire da te e vai troppo di corsa ma hai il merito di esserti accorto di cose che gli altri non vedevano chiaramente, il merito di avermi detto che stavo diventando troppo magra e che questo non andava bene e di aver messo ciò in discussione”.
Ci vediamo alla festa della meringa.
drinnnnnnnn
Aspettavo il sole, una mattina qualsiasi, nel piccolo edificio dove non so mai dove sbattere la testa quando….
“Drin………”
Cosa vorrà da me il grande edificio????????????
“Pronto…”
“Sono uc”
Che cosa buffa….
“si, a maggio potrò usare la magia appresa nel grande edificio una volta, si può fare”.
Per un gelato come ai vecchi tempi questo ed altro….
Back home someday
Così in modo inaspettato sono tornata per una mezza giornata di festa alle vecchie abitudini, respirando l’aria di casa che sa di pioggia, mangiando un cibo che avevo quasi dimenticato.
Molti posti possono essere considerati casa.
Anche una poltrona in un luogo pubblico gremito di gente.
Era un altro luogo che risuonava quando cambiai casa per una vita che non avevo mai provato.
Sentirla risuonare è stato qualcosa che non mi aspettavo con momenti che ti passano davanti agli occhi e tutta la fatica che hai fatto per arrivare dove sei adesso con le cicatrici che segnano.
E poi ci sono quelli che proprio non riesci a dimenticare che ti mancano da morire.
E a me mancano tanto le chiacchiere lungo quel viale alberato che ieri ho solo visto da lontano.