Les’t stay together

Novembre 19, 2009 at 8:09 pm (Senza Categoria)

Ho certo imparato molte cose dal mio anno da adolescente.
Ho imparato a fare magie e lo scorso anno, quando le magie non mi riuscivano ero afflitta, distrutta, incazzata.
Quest’anno, senza accorgermene ho ricominciato a fare magie e la cosa mi piace alquanto.
E l’altro giorno , dopo una loro frase ero commossa.
Certo la scuola di magia mi manca moltissimo, ma ogni giorno la porto dentro di me e do agli altri quello la scuola di magia ha dato a me.
E ho imparato a non aver paura.
Non potrò però mai dire “avevi ragione tu…”
La nostalgia che mi avvolge è troppo forte. La mancanza della tua presenza mi accompagna in ogni passo, che a volte spero di poterti veder spuntare.
Magari sentirmi chiamare come se fossi una studentessa che ne combina di tutti i colori.
Non posso dire tutto questo, soffoco questa mancanza e magari la voglia dei caffè del martedì.
Sto bene, ma non posso dirti che non è più la stessa cosa.
Però ho anche imparato in modo spontaneo a dire, senza pensare “ho voglia di vederti”.
E sia.

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testo descrittivo

Novembre 11, 2009 at 8:52 pm (Senza Categoria)

Nel mio testo descrittivo c’è un corridoio bianco con ai lati delle porte e nel mezzo del corridoio ci sono due persone.
Una in jeans e camicia che corre e l’altra ha una divisa bianca che se ne sta in piedi seria seria.
Nell’aria si sente odore di vaniglia, ad annusare bene.
Ma questo non è un testo descrittivo, è solo un modo per dire che mi manca qualcosa, o meglio qualcuno.

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Chiedilo alla tua buona “Stella”

Novembre 3, 2009 at 11:04 am (Senza Categoria)

” seconda stella a destra… questo è il cammino… poi la strada la trovi da te… porta all’isola che non c’è”. E. Bennato.
Quella Stella sta proprio a destra….. ma il suo compito è distruggere l’isola che non c’è, altro che indicartela….. l’isola che un numero incalcolabile di persone non raggiungeranno mai.
Eppure sono persone che hanno fatto tanta strada, una laurea, la scuola di specializzazione ( rammento a tutti che le SSIS erano a numero chiuso e non aperte a chiunque si svegliasse un giorno pensando che fare l’insegnante fosse come bere un caffè al bar) e poi il balletto di cattedre… che non fa bene ai ragazzi costretti a cambiare e ad adattarsi ogni volta e non fa bene a loro che ogni anno devono cotruire un percorso con studenti e colleghi di cui non vedranno mai la fine, ogni anno un’opera incompiuta. Ogni anno li, alla fine di agosto a sperare che ci sia un posto, sempre a troppi km da casa, uno stipendio da fame per dirla in modo educato, ma gli insegnanti sono quelli che non fanno nulla perchè lavorano solo la mattina.
Si ignora tutto il lavoro che devi fare a casa perchè anche se hai due classi prime o treze o seconde, cambierà quello che le costituisce e le lezioni non saranno mai uguali.
Perchè, con tutto il rispetto, insegnare non è come fare un lavoro di quelli dove stai seduto ad una scrivania, interagisci continuamente con delle teste e dei cuori e ogni volta hai pochi secondi per valutare la tua giusta reazione.
Per non parlare della responsabilità.
Responsabilità di quello che insegni loro ma anche nel caso malaugurato qualcuno si facesse male.
Se fosse per soldi non lo faremmo, lo facciamo perchè l’abbiamo dentro e basta, perchè crediamo nell’importanza di dare qualcosa a quegli occhi che ti guardano e in alcuni casi ti considerano un adulto significativo.
E poi ci sono i casi in cui ti trovi con colleghi, con cui nasce collaborazione ed il lavoro riesce ancora meglio, ma alla fine dei 9 mesi ci si saluta con un arrivederci che sai benissimo non arriverà praticamente mai.
Nessuno ha mai capito che l’insegnamento non può essere trattato come gli altri lavori ma ha bisogno di paramentri suoi, avrebbe bisogno di strumenti e risorse sue proprie.
Impariamo ad essere uomini e donne civili tra i banchi di scuola perchè li è richiesto veramente di entrare a far parte di una “piccola società”. E’ li che porremo le basi per quello che saremo domani.
Quindi io chiedo alla mia Stella cosa pensa che sarà la società in cui viviamo tra 10 anni dopo che avrà tolto a migliaia di persone un lavoro e ad altrettanti il diritto ad una dignitosa istruzione?

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Corso di c…rittografia (volume I)

Ottobre 23, 2009 at 5:22 pm (Senza Categoria)

L’altro giorno quando li guardavo dalla finestra delle scale ho ricordato che quella stessa scena l’avevo già vissuta.
Però non è arrivaro l’uc a dirmi “dai… cosa fai… scendi”.
Questa mattina passando davanti alla libreria ho visto il volume che mi ha regalato.
Continuo a bere caffè nelle mie ore buche appoggiata ad un bancone ma a quello sbagliato perchè non ho la mia compagnia preferita.
Sono tornata ad essere scambiata per un adolescente ma sono tremendamente sola in questo grande edificio.
Ho dei rapporti umani molto belli ma l’uc nel bene e nel male mi manca (e mi mancano i miei mostrini).
E non so neppure che fine abbia fatto. CVD
L’altra sera in autobus ho pensato improvvisamente, sentendo una canzone, che non sapevo più se qualcuno fosse vivo o morto.
E mi sono chiesta se rinunciare a quelle cose che lo contraddistinguevano nelle sue particolarità di persona avessero giovano alla sua vita “normale”.
Mi chiedo ultimamente a quante cose lasciamo dietro di noi a cui non vorremmo rinunciare, a quante cose vorremmo fare, a quanti posti vorremmo vedere, con quante persone vorremmo passare del tempo.
Niente da fare, sento la nostalgia della scuola di magia.

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Beh, ma ti piace?

Ottobre 21, 2009 at 2:50 pm (Senza Categoria)

Se mi piace?
Non in toto.
Sento di non averte nulla a che fare con quelli che lavorano con me.
Sembrano quasi impassibili e senza sentimenti.
Io invece sono tutta propensa alle cause perse.
Sono quella che non riesce ad essere cattiva cattiva.
Ho nuovamente un rapporto umano.
E’ faticoso, loro sono tanti.
Ci sono anche quelli che come al solito non dovrebbero stare li.
E poi ci sono quelli grandi, che sono tanto grandi con i quali devo essere severa, con i quali non posso scherzare neppure un po’ ma che non so perchè ma mi piacciono tanto.
Forse perchè coondividiamo molte cose.
Forse eprchè quando ti guardano c’è più cognizione di causa, forse perchè sono grandi e basta.
Peccato che quelli grandi li veda poco però sono le ore della settimana che preferisco.
E vorrei dire molto altro ancora ma non si sa mai che quegli smanettoni arrivino qui.

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Ottobre anomalo

Ottobre 12, 2009 at 5:31 pm (Senza Categoria)

E’ un ottobre anomalo quello che scorre.
Con giornate a maniche corte a causa del caldo.
Sere estive che stonano solo perchè fa buio troppo presto.
E se il 25 dicembre ci fossero 30 gradi sarei l’essere più felice della terra perchè non mi sembra vero non avere ancora freddo.
E’ un ottobre anomalo perchè non fai che pensare a loro che quest’anno sono veramente grandi.
E gli altri quelli che hanno fatto squadra con te sparsi per il mondo da qualche parte ma veramente vicini nei momenti meno felici come in quelli più felici.
E’ bello dove sono ora.
Mi piace e ho ripreso ad ascoltare la musica con le cuffie e a fare la strada di corsa, a cantare, scrivere e divorare libri assurdi.
E so che non potrò tornare da dove vengo ma so che certe esperienze sono come cicatrici che non si cancellano con nulla.
Così a volte rido da sola pensando a tutto quello che è successo nel grande edificio e a quel legame che è riuscito a creare.
E loro, quelli che sono stati parte della scuola di magia non si libereranno facilmente di me.

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Proff… nessuno si è dimenticato di lei…

Settembre 30, 2009 at 2:48 pm (Senza Categoria)

Ho bisogno di perdermi nel mondo ed ora sono tornata a farlo riempiendo spazi che sono immensi.
Le premesse sono sicuramente migliori dello scorso anno e la motivazione c’è ed è forte, ma loro sono così tanti che a volte mi chiedo se finisca per non riconoscerne qualcuno.
Però sono tornata a vedere occhi che mi guardano non per sfidarmi ma per quella che sono.
Nuovamente mi ritrovo attorniata da “piccoli-grandi” che chiedono, parlano, domandano.
Poi tra tutte le porte che chiudo dietro me è ovvio che ve ne è una che chiudo più volentieri perchè si è instaurato un rapporto collaborativo.
Intendiamoci, nulla sarà mai come la scuola di magia e nulla potrà prenderne il posto che occupa nel mio cuore.
MAI.
Ma pare che neppure la scuola di magia possa dimenticarmi e se lo fa è forse perchè prova la stessa sensazione di mancanza che provo io dentro.
Vallo a spiegare a quelli la che fanno le leggi cosa vuol dire vivere in una scuola…

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lo devo dire.

Settembre 23, 2009 at 3:30 pm (Senza Categoria)

Sono giorni che ci penso e ci ripenso…
poi oggi quando mi sono resa conto di camminare nel mezzo di un grande corridoio senza sapere bene dove dovessi andare ho sentito ancora più forte la mancanza dell’odore della vaniglia che mi passa accanto.
Dell’ uomo in divisa che passa, mi sfotte o forse mi dice solo che devo fare il mio lavoro.
Già, mancava una divisa, la sua.

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Per chi suona la campa(nella)

Settembre 13, 2009 at 7:46 pm (Senza Categoria)

A pensarci mi sembra passata una vita da quel giorno in cui inconsciamente scelsi la scuola di magia.
Da quando varcai senza sapere cosa mi aspettava la porta di quel grande edificio.
Mi sembrano passati secoli da quando correvo per i corridoi, quando arrivavo e spingevo la pesantissima porta che non riuscivo mai a riaprire, ma io li mica ci potevo stare…
A quando la mattina arrivavo e c’era sempre lui a dirmi ciao ed io che ancora dormivo in piedi.
E tutte le volte che ho avuto bisogno di rifugiarmi perché mi sembrava una cosa troppo grande per me, tutte le volte che ho asciugato le loro lacrime, tutte le volte che li ho ascoltati, tutte le volte che li ho sgridati…
E l’uomo in divisa che mi faceva sentire così piccola, tutte le volte che discutevamo, parlavamo, scherzavamo.
Non avevo idea di quanto sarei uscita cresciuta da quel posto, non avevo idea di essere così, perché li ho veramente tirato fuori tutta me stessa, il meglio di me.
E mi sembrano lontani tutti i caffè del martedì alla solita ora e la macedonia del venerdì con A.
E la torta più bella della storia?
Le mille chiacchiere… io l’adolescente e tu l’adulto…
L’odore della vaniglia che invade ogni angolo e sai dove finirai inseguendolo.
Eppure la scuola di magia è li.
Non lo so se aspetta me.
Non lo so se tutto questo dolore servirà a riportarmi li.
So per certo che per me martedì non suonerà nessuna campanella.

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il quadrato dell’insegnamento

Settembre 2, 2009 at 9:18 am (Senza Categoria)

Il quadrato dell’insegnamento è la particolare conformazione che assumono alcune linee della mano.
Chi insegna generalmente l’ha su uno dei due palmi. Non so se poi esistano casi di persone che insegnano e non hanno tale quadrato.
Fino ad un paio di mesi fa io non sapevo tutto ciò e non sono una che crede ciecamente negli oracoli.
Anzi diciamo che li ignoro bellamente.
Nonostante ignori i suddetti oracoli, avrei dovuto forse tener conto, che per caso, qualche giorno fa mi sono imbattuta in un oroscopo che mi faceva presente come la mia decade avesse saturno contro.
Dicono che contro saturno ci sia poco da fare.
Ma per me quella era solo una sciocchezza e così me ne sono andata alle convocazioni.
Già… perchè nel frattempo nella vita nonostante abbia cercato di fare i lavori più disparati sono l’insegnamento mi ha veramente voluta ed io ho capito che era l’unica cosa che avrei potuto fare.
Per la prima volta in vita mia sono rimasta fuori. Senza uno straccio di incarico annuale.
Inutile spiegare per la milionesima volta i motivi legati ad una rifoma scolastica che non sta in piedi.
Che certa gente dovrebbe andare a zappare la terra, con tutto il rispetto per chi lo fa, ma se cambi 3 istituti superiori per prendere un diploma e finisci per maturarti in una scuola privata una gran cima non devi essere.
Qualcuno, senza fare nomi, mi ha fatto notare che il giorno in cui mi sfuferò di tutto questo e deciderò di cambiare lavoro, il mondo della scuola avrà perso qualcosa.
Avrà perso l’unica persona sulla faccia della terra che ha il quadrato dell’insegnamento su entrambi i palmi della mano.

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