ah…la gelosia

Luglio 31, 2007 at 2:04 pm (Senza Categoria)

Questa mattina mentre camminavo in un una città deserta e fredda pensavo a quello che mi hai detto ieri.

Buffo che tu sia “geloso” di quello che mi piace, di certe città, di certi cibi o che ne so… quasi potessero fare veramente la differenza….
Sono figlia di due genitori speudo-musicisti e la musica mi scorre dentro, tanto da accorgermi di conoscere canzoni di gruppi/cantanti senza possedere neppure un cd. I concerti visti non li conto più. Che ci posso fare se i musicisti alti e allampanati, nonchè scatenati su di un palco esercitano su di me sempre un certo fascino? Ma anche certe linee tracciate per terra e gente che corre passandosi una palla è per me cosa irresistibile. Non ci posso fare nulla e n on è certo mia intenzione cambiare.  Non so  perchè, ma ho un irresistibile voglia di “palla a due” che non so spiegare che non mi fa dormire la notte o sognare palestre fredde e maglie rosse e grigie.

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A A A

Luglio 27, 2007 at 10:52 am (Senza Categoria)

Beh, poteva andare peggio, (visto che odio i traslochi) come per esempio rimanere chiusi in un ascensore. Grazie al signore che mi ha tirata fuori.

Ad A. che mi ha aiutata in tutto questo casino, cerca, trova, aggiungi, dove sono finiti-tutti-gli-altri, sposta, vedi questo e quello e quell’altro, nonchè supporto morale in questo periodo pesissimo di pessimismo cosmico leopardiano. A buon rendere, magari con un gelato.

A R., che anche se è andato perso il suo commento, ho già segnato nell’agenda una serata in un localaccio, modello code di lucertola ed estratti di sequoia.

A K. che mi da la possibilità di trasmigrare questo fine settimana in un luogo che è un pò anche casa mia.

Fine dei ringraziamenti.

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A mio nonno

Luglio 26, 2007 at 7:37 pm (Senza Categoria)

Perdonami se domani non ci sarò.
Sai, ho scritto una cosa.
“Perchè la musica è qualcosa che hai dentro, segue la tua vita, quel sottofondo a volte silenzioso altre rumoroso di avvenimenti importanti, di qualche lacrima, di momenti di gioia, ma soprattutto è la cosa migliore che mi aiuta a ricordare, vivere e respirare.”
E questo piccolo testo mi porterà nella tua patria, quella che non abbiamo potuto vedere insieme perchè sei partito prima. E lo desideravo tanto…tanto da chiederlo persino sabato scorso piena di rum…
E mi viene da pensare che sia un regalo che hai voluto fare alla tua nipote così disgraziata in questo periodo.
Così come ho sempre pensato che tutte le cose strane della vita capitatemi in questi 7 anni in qualche modo le avessi messe tu sulla mia strada…
questa volta rotolo veramente verso sud anche se ancora non me ne capacito, ma ne sono così felice…
Ciao….

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ah kataweb!

Luglio 26, 2007 at 6:16 pm (Senza Categoria)

Cioè…

il post che ho scritto da transfuga l’ho ripristinato ma dove sono i link agli altri blog, che per inciso ho anche rifatto ma non vengono per nulla pubblicati?

o sono torda io o sono le istruzioni che sono poco chiare…àe poi shinstat dove sta? e la liccenza creativa??

Ma sopra ogni cosa… dove è finito il karma kappero?????????????

Spero sia solo un periodo di assestamento.

Distinti Saluti

Brutto Anatroccolo

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il lavoro nobilita l’uomo

Luglio 26, 2007 at 5:45 pm (Senza Categoria)

G. poteva scegliere, tra le sue vite ma quello che ritenne più importante era il suo lavoro.
E così non è che non abbia scelto.
Ha scelto una terza cosa tra le 2 che la contendevano.
In fondo cosa c’entrava lui nella grigia città dove tutti vanno di corsa?
M. sta scegliendo il suo lavoro.
Il lavoro nobilita l’uomo e quando sarà a posto con il suo lavoro tornerà ad essere la fantastica persona che è sempre stata.
Ma ora la scelta che fa è tutt’altra e credo che sia giusto così.
Non si può stare così male.
Distruggersi e rovinarsi, riempirsi di se, ma rancori che prima o poi esploderanno. Era molto meglio quando le case erano due.
Pensavo veramente sarebbe stato per tutta la vita, altrimenti non mi ci sarei infilata in tutta questa storia.
Perchè ieri quando sono uscita dal cancello avrebbe potuto venire a cercarmi ma non l’ha fatto.
E io ho vagato senza una meta precisa su quel viale pieno di traffico e stranamente senza prostitute e ho pensato che non ho più nessuno da chiamare, con cui parlare o che ne so.
Che l’unica persona in grado di dirmi “Xxxx, va tutto bene”, non c’è più, ed era tutto quello che avrei voluto sentirmi dire.

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no, cioè giusto una precisazione

Luglio 19, 2007 at 1:23 pm (Senza Categoria)

Perchè certe parole feriscono più dei coltelli.
Quindi onde evitare di sentirmi in colpa pur dalla parte della ragione vorrei capire se io sono quella intelligente che ha fatto tanta strada, che è riuscita ad ottenere tanto e potrebbe avere la sua felicità dentro un unica scatola invece che racchiuderla nelle scatole cinesi o se sono quella che nella vita ha sbagliato tutto, quella a cui al lavoro spezzeranno tutte le ossa perchè non ho carisma, perchè sono arrendevole e perchè troppo spesso lascio correre?
Perchè sono io, pur con le mie mille insicurezze e provo dei sentimenti umani??????????????
Credo invece che vestirsi di una bella corazza, non esternare mai nulla se non quello che gli altri si aspettano, usare l’altro e provare sentimenti veri solo per esseri alti sotto il metro e possibilmente dentro ad un carrozzino sia una immensa cazzata.
E l’errore più grande è pensare che io, si proprio io, sia in grado di ferire, colpire e far male alle persone che più amo.

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112- Capolinea

Luglio 17, 2007 at 10:19 am (Senza Categoria)

Soundtrack: "Start spreading the news

I’m leaving today

I want to be a part of it, New York, New York

These vagabond shoes

Are longing to stray

And make a brand new start of it

New York, New York….."
Perchè quella voce che cantava era la mia, anche se non riuscivo a crederci, ed è stato veramente bello.

Con la presente comunico che non è più mia intenzione vestire di rosso, incrociare le braccia fischiando e decretare la fine della partita.
Le partite le guarderò da spettatrice perchè alle palle a due, agli assist,ed ai canestri so di non riuscire a resistere. Ma questa sono io.
Con la presente comunico che questo è il mio ultimo post, non so se per sempre o per un periodo.Anche scrivere è un pezzo importante di me (non ho detto che non imperverserò sui vostri blog….).
Gli apprendistati del cuore sono sempre stati quelli più duri e dolorosi, quelli che ti uccidono dentro.
La prima regola che ti viene insegnata è:
Mai innamorarsi del proprio pigmalione.
Giusto, altrimenti non si amerebbe mai veramente.
Poi sarebbe importante, nella vita, riuscire ad ammettere quello che non va:
che la vita che fai è dura, che ti senti trasparente nei confronti dell’altro, nonostante tutto il bene e che vorresti imparare la giusta formula per entrare in una dimensione senza tempo.
L’inconscia consapevolezza che per essere felici sarebbe necessario ridere, giocare, scherzare, parlare e perchè no?
Camminare scalzi in riva al mare.
Essere inconsciamente consapevoli che, per essere felici, sarebbero necessari morbidi abbracci che ti fanno volteggiare ed essere poi tenuti stretti, accoccolati ed accarezzati sulla testa.
Poter scivolare lentamente verso l’altro e diventare un tutt’uno. Quel tutt’uno che improvvisamente riempie il vuoto che hai dentro e non il fatto che certe cose siano un dovere che non riesci ad adempiere.
Quello che so, a parte la profonda inadeguatezza è che non funziona.
E qualunque cosa faccia è un chiedere scusa e solo un preoccuparsi per gli altri, anche per chi finisce per farti solo male.
Non posso cambiare, non necessito di  trasformazioni.
L’unica ed evidente trasformazione  piuttosto evidente che non so controllare e fermare  è forse quella del mio fisico.
Posso accettare di essere così ma necessito di consapevolezze.
La consapevolezza che la mia felicità sta nel volere una casa con un cane, un gatto e qualcuno che volendomi bene a modo suo, si accorga di me, di quello che chiedo, perchè non voglio chiedere all’infinito.
Qualcuno che potesse dividere con me almeno qualcuna delle mille cose a cui non vorrei mai rinunciare, la musica, i concerti, il basket, i viaggi, le serate con gli amici.
E poi ci sono le cose a cui non rinuncerò mai….come sposarmi, adottare un bambino, affacciarmi e vedere il mare respirandone l’odore, guardare l’alba, improvvisare pazzie.
E se scelgo di rinunciare a qualcosa, qunado lo faccio spero ne valga la pena perchè di vita ho questa e non posso aspettare la prossima.
E benchè a volte pensi di essere veramente un mostro, mi rendo conto che queste sono tutte cose che ho nel mio dna per quanto sbagliato possa essere.
Detto ciò, b.a. che se ne frega se i suoi jeans sono troppo a vita bassa ringrazia A., A., V., Mago Merlino, e tutti coloro che mi hanno regalato un pezzo di loro o una loro parola contribuendo ad essere quella che sono.
Se e quando vorrete sapete dove trovarmi.
Ciao

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Padri

Luglio 16, 2007 at 12:37 am (Senza Categoria)

Quante volte ho iniziato a scrivere nel week-end?
Svariate, ma poi mi accorgo che quello in cui ho più inciampato in questi giorni è la paternità.
Perchè non basta fare un figlio per definirsi padre.
Non basta scrollare le spalle e pensare che per quanto sia stato un errore bisogna farsene carico economicamente ma non affettivamente.
Forse la paternità sta scritta in certi dna più che in altri.
E guardo chi è padre e sembra neppure non accorgersene, non esserne portato, non aver mai imparato negli anni a gestire questa responsabilità.
Non preoccuparsene mai, non esserci mai.
Un contributo inutile alla crescita di una persona.
Ma ci sono anche padri che si preoccupano, che ricoprono un ruolo, che riescono tra mille impegni ad essere presenti. Spero e credo.
E guardo chi vorrebbe essere padre e non si rende conto di quale responsabilità sia un figlio, di come la vita cambi in funzione di qualcuno che crescerà e avrà sempre diritto ad avere un pezzo di te.
Di chi pensa che il dna sia così importante per poter chiamere una persona “figlio” e forse crede che sia un obbligo dovuto, un tributo da pagare alla società che prima ci vede singoli, poi coppie, poi genitori. Ma rispetto il pensiero altrui.
Penso a chi non sarà mai padre,a tutte quelle volte che ho visto i suoi occhi grandi fissare ogni bambino, ogni minimo dettaglio e seguirene attento da lontano ogni passo come se fosse qualcosa di suo. Così  sentito da pensare che un giorno ne potrà adottare, così umano e spontaneo in certi gesti che non potresti far altro che pensare che si nel suo dna la paternità ce l’ha proprio stampata.

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mare

Luglio 14, 2007 at 1:08 pm (Senza Categoria)

e così guardando il mare mi rendo conto di essere arrendevole e debole.
non ho una personalità che colpisce.
sono quella che può essere colpita in un attimo.
vorrei essere tutta diversa, non tutta sbagliata.
Già, io sono quella sbagliata.
Sono quella che pensava di diventare un cigno ed invece mi guardo e so che resterò solo un brutto anatroccolo che fa fatica a parlare, ad esternare.
Che si porta dietro tanti pesi, che ora vorrebbe solo sciogliersi come la neve.
Che domani non sa se scriverà ancora su questo blog….

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quella settimana dell’anno

Luglio 10, 2007 at 12:06 pm (Senza Categoria)

soundtrack

E’ arrivata anche quest’anno.

Ed io ogni anno l’aspetto.

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