umana troppo umana o tutta sbagliata?

Febbraio 28, 2008 at 6:53 pm (Senza Categoria)

Non è questo il post che volevo scrivere…..
avrei voluto scrivere di quando ho visto che lui presiedeva l’assemblema, che sentirlo chiamare “C” invece di “P” fa effetto, avrei voluto scrivere di quando questa mattina sembrava aspettare proprio me sulla porta ma io avevo da fare con un’altra collega, o dello sguardo d’intesa che ci siamo scambiati quando se ne è andato mentre lavoravo dopo aver distribuito il frutto del nostro lavoro di mesi, sguardo che per una volta sembrava volermi dire” tranquilla va tutto bene” e per un secondo ha abbandonato la serietà per sorridermi.
Ma quello che penso è che non lo capirò mai. E per una volta vorrei che le cose nella mia vita fossero lineari ed invece no!
Vorrei capire ma non posso. Vorrei evitare di pormi stupide domande. Mi ripeto che non sono una bella persona, ma poi penso che non posso stare ingabbiata tutta la vita e che non lo so perchè mi riesca così bene essere una persona con queste capacità così forti di sdoppiare la propria mente e forse anche me stessa. Il paradosso è che vivo molto bene ultimamente, a parte sentirmi un pò sola una volta fuori dal grande edificio. Vorrei come al solito fare un sacco di cose tra cui sapere come sta lui…. che a breve compirà con me gli anni… e raccontargli come ormai sia completa la trasformazione del cigno. Mi è mancato molto in questi giorni, forse riuscirebbe a dirmi cosa mi affligge e cosa deve fare.
Ma sopra ad ogni cosa vorrei che mi dicesse come evitare guai.
Vorrei riuscire a volare lontano presto ma credo che ci vorranno un paio di mesi. Vorrei come al solito essere avulsa dal tempo e vorrei poter essere un’adolescente.
Anzi vorrei  che fossimo adolescenti.

Permalink Lascia un Commento

mercoledì

Febbraio 27, 2008 at 5:42 pm (Senza Categoria)

Per la prima volta in cinque mesi, questa mattina avrei voluto essere da tutt’altra parte.
Ho trattato tutti volutamente male tanto ero incazzata, con la vita.
E non mi interessa se qualcuno mi considera una sclerotica che si arrabbia sempre, che scivola sui tacchi e rischia di rompersi l’osso del collo e allora mi guarda e ride e io aggiungo “ieri troppo basse, oggi troppo alte, ma cosa vuoi?”
e mi incanto a guardare l’uomo in divisa che non dovrebbe essere li ma c’è e mi piacerebbe dirgli che la divisa gli sta bene ma è serio dentro al suo ruolo e anche io riesco ad essere più scherzosa quando è in borghese così finisco per trattarlo troppo spesso male perchè non posso accettare che abbia circa la mia età e mi tratti come una subordinata, perchè le persone come lui da sempre mi mettono in soggezione, perchè da sempre le persone che mi inquadrano mi creano disagio, perchè purtroppo il suo limite è quello di mettere gli altri nella condizione di chiedere ed avere da lui un suo cenno, una sua approvazione che ovviamente non arriva mai perchè non si rende conto che è quello che il mondo vorrebbe, in generale e in particolare quando si lavora in squadra.
io poi maggiormente essendo all’inizio ed essendo lui il mio referente, quello da cui corro quando nessuno è disposto o ha tempo per rispondere alle mie domande.
Ma almeno per una volta invece di bastonarmi potresti dirmi che non è tutto sbagliato quello che faccio?

O forse oggi è sbagliata la giornata e vorrei solo svegliarmi e ricominciare da capo….. come se nulla fosse successo.

Permalink Lascia un Commento

pensavo fosse una frase lineare

Febbraio 25, 2008 at 7:21 pm (Senza Categoria)

Potrebbe b.a. aiutare ma necessita di cambiare posto e così aggira il tavolo.
Poi rimane un pò in piedi e allora gli dice di farle spazio per potesi sedere.
b.a. intendeva solamente “sposta un pò la sedia così metto vicino a te una sedia e siedo anche io, se ti devo dare una mano”.
In realtà ciò che b.a. ha visto liberarsi è stata metà sedia, sentendosi anche dire “ma mica ci stiamo in due…”
b.a. pensa…. ma che lingua parlo???????? ti ho chiesto solo di farmi spazio e a voce alta aggiunge “intendevo farmi spazio per una sedia”.
Ma quella sedia rimarrà libera per metà per qualche altro secondo ancora….

Tornando a casa b.a. pensa che ci sono cose che si fanno senza pensare e si sta bene ugualmente, se non di più.

Permalink Lascia un Commento

55

Febbraio 22, 2008 at 4:26 pm (Senza Categoria)

Quando ieri per gioco sono salita sulla bilancia pensavo mi sarebbe venuta una crisi di nervi.
Il motivo è certo stupido.
Sono magra come mai lo sono stata e questo mi affligge perchè avrei voluto esserlo così quando avevo 20 anni, quando avevo una vita sociale e quando avrei desiderato essere guardata.
Ora per lavoro ho bandito tutti i pantaloni a vita bassa, la biancheria troppo pizzosa che per errore potrebbe intravedersi, e nulla che sia vagamente trasparente.
I pantaloni anche non a vita bassa risultano essere troppo grandi e non ho più buchi nella cintura.
Alcune cose le ho dovute archiviare per non sembrare ridicola.
Vorrei a tratti vivere come un’ adolescente, senza responsabilità.
Vorrei scendere dall’autobus saltando e tenere nelle orecchie l’ipod fino all’ingresso.
Vorrei non dover varcare la porta e cambiare registro.
Adulta, responsabile che non corre per i corridoi….
Ma poi sono capace di sporcarmi i capelli per mangiare un dolce gentilmente donatomi dal collega “bc” mentre sento risuonare parole che conosco e penso che sarebbe tutto più divertente se si potesse uscire da li ed essere adolescenti.
Insomma vivo completamente scissa in due pur sapendo che la mia strada è già tracciata.
Adulta responsabile ecc… che non deve distrarsi, mentre è tutt altro quello che vorrei.

Permalink 2 Commenti

Quello che vorrei

Febbraio 21, 2008 at 5:48 pm (Senza Categoria)

Vorrei mattine di ciao sussurrati alle spalle e vorrei felpe con cappuccio, jeans e scarpe da ginnastica e magari qualcuno che non finisse mai di guardarmi.

Permalink 3 Commenti

E’ una cosa da uomini

Febbraio 20, 2008 at 6:26 pm (Senza Categoria)

Sono cresciuta con la convinzione che la cucina sia una cosa da uomini.
Da principio ci fu mio padre, ottimo cuoco.
Un ricordo stampato nella mia testa di lui che tira la sfoglia a mano la domenica mattina ed io seduta sul pavimento della cucina ad osservare incantata.
Ho passato non so quanti anni a dire a mio padre che avrebbe dovuto cambiare mestiere.
Ancora oggi le poche volte che posso lo osservo mentre crea.
La cucina è una delle cose più creative che esistano.
Io a mia volta, gioco con i fornelli, ma sono consapevole che mi machi quella precisione e quell’occhio che un uomo ha ai fornelli.
Anche lui, quello che mi conosce meglio delle mie tasche sa cucinare. L’ incanto di un uomo alle prese con l’impasto di una focaccia è qualcosa che io, che sono quella delle parole, non posso descrivere. Ma che ancora oggi mi fa tanto ridere.
Mi incanto persino quando passo davanti alla vetrina del negozio che insegna a fare la pasta.
Perchè si, mi piace vedere qualcuno ai fornelli, ma se questo qualcuno è alle prese con della pasta allora mi perdo ad osservare le mani che lavorano l’impasto tanto che non riesco a staccare gli occhi.
Ed infine arrivano giorni in cui apri porte pesanti, percorri un tratto di mattonelle e poi ti appoggi al “tuo” muro e osservi senza fretta, anche se ne avresti, qualcuno che è alle prese con farina e quant’altro.
Passano i secondi e tu muta rimani li incantata, per una volta il mondo potrà aspettare, perchè io proprio non posso resistere e devo assolutamente osservare ogni piccolo dettaglio, ogni piccolo movimento, le dita che pizzicano la farina per poi lavorare l’impasto color giallo e rimescolarlo e aggiungere altra farina e così via…. cosa mi sia stato detto in quel tempo lo ignoro, troppo concentrata su quello che succede davanti a me e a trattenermi perchè la tentazione di allungare la mano verso l’impasto è troppo forte e la voglia di rimanere li ancora di più.

Permalink Lascia un Commento

il bancone

Febbraio 19, 2008 at 1:36 pm (Senza Categoria)

Una settimana fa appoggiati a quel bancone sancivamo davanti ad una tazza di caffè la pace dopo parole pesanti, rincorse per scale ripide.
Oggi appoggiati allo stesso bancone, complice il sole, chissà, gli occhi dallo strano verde mi hanno salutata ed erano di buon umore.
Non posso non approfittarne.
“Faresti un lavoro per me?”
Non c’entra nulla il nostro lavoro, ma solo il tuo.
No, non voglio che tu sopra ci scriva nulla.
Quella delle parole sono io.
- A farmi felice come una ragazzina basta un si -
E tornando a casa ho ripensato a questo tempo e devo dire che nonostante gli scontri e la visione non comune del nostro lavoro, mi hai sempre aiutata in questi mesi.

Permalink 5 Commenti

tutto dietro un vetro

Febbraio 17, 2008 at 7:59 pm (Senza Categoria)

La palla di pelo nero se ne stava proprio li dietro il vetro.
Per qualche istante ho pensato che avesse fatto ritorno dal regno di Ade.
Per qualche istante ho pensato che il tempo fosse tornato quello di sempre, quando ero capace di ascoltare cd su cd per giorni interi, guardavo 5,6,7 film diversi a settimana, facevo colazione allle 5 della domenica mattina dopo una serata con gli amici.
Era un mondo semplice, dove mancavano molte cose che oggi ho, ma era un mondo colorato, un mondo che osservavo senza fretta.
Era il mio mondo. Un mondo in cui scrivevo anche sulle parti bianche delle pagine dei libri, dove non ho mai detto che odiavo la vita che facevo, che l’avrei barattata con altro o cose simili.
La palla di pelo nera è rimasta dietro a quel vetro senza che potessi afferrarla, un pugno nello stomaco mi ha raggiunto.
Immagini veloci di quando passeggiavo con lui per le strade di casa mia canticchiando, di quando mi si attaccò per la prima volta ai capelli, di tutte le volte che tornavo a casa per stare con lui. Di quel sabato 11 dicembre, che non dimenticherò.
Della voglia di casa che ho sentito.
La voglia di tornare a percorrere il viale per parlare con mio nonno.
La voglia di parlare con chi ti può capire al volo in certi momenti, senza fare domande ma dicendo solo la cosa giusta, la cosa che in quel momento hai bisogno di sentirti dire.

Permalink 1 Commento

Qualcosa di bianco

Febbraio 15, 2008 at 6:24 pm (Senza Categoria)

Ultimamente ho cominciato a “coccolare” quelli diabolici, perchè l’approccio cattivo proprio non è servito.
Il giorno dopo alla litigata con l’uomo in divisa qualcosa ha cominciato a cambiare.
Ho raccolto qualche soddisfazione.
Ora lui mi guarda e non favella.
E’ una questione affettiva, la prova l’ho avuta più che mai in questi giorni, pazienza se sei vista come un intralcio.
Dal canto mio vorrei che quella persona da cui sono corsa spesso mi avesse detto solo una volta che non stavo sbagliando.
Che il mio lavoro non è da buttare.

Permalink Lascia un Commento

Per l’uomo in divisa

Febbraio 12, 2008 at 8:12 pm (Senza Categoria)

Credimi, non ce l’ho con te.
So di averti trattato male oggi, di aver alzato la voce.
Di aver detto cose che non ti aspettavi da me.
Potendo tornare indietro forse strarei zitta e muta.
Non ti attaccherei come ho fatto.
E’ vero, avrei dovuto parlare prima ed invece tutti intorno a me non facevano altro che zittirmi.
Così quando c’è stata un pò di calma sono esplosa.
Mi spiace molto ma è quello che penso.
Sono li per costruire non per distruggere. Non è la mia politica.
Ma sono lenta, ho bisogno dei mie tempi, di riuscire ad esprimermi a mio modo.
Non posso stare in presenza di chi mi zittisce con uno sguardo, che non fa altro che farmi notare quanto sia anomala come persona.
Magari ti sei offeso e questo compremetterà i prossimi mesi di lavoro.
Mi dispiace molto vorrei dirtelo a modo mio, senza usare la voce, ma le parole scritte, ma non posso. Sono evidentemente tutta sbagliata come già mi hai fatto spesso notare, quindi ci starò un pò male, perchè sono umana e lascerò le cose scivolare. Lo so è difficile avere a che fare con una come me.
Io devo sempre salvare mezzo mondo

Permalink Lascia un Commento

Prossima pagina »