Svincolarsi dalle convinzioni.
E’ buffo.
Si, buffo.Buffo che ci si aiuti tanto tra persone che si conoscono a malaperna.
Perchè oggi ai laboratori alla mia affermazione che a maggio non avrei finito subito si è creata una cordata di aiuti che non mi aspettavo.
Buffo ma veramente piacevole ricevere telefonate o sms dalle colleghe perchè vogliono sapere come stai. (oltre che dagli amici).
Le ho sentite tutte. Anzi diciamo pure che ho sentito tutte le persone con cui lavoro in modo stretto.
Beh, tranne una ovviamente ma domani sono sicura che sarà in fondo alla scala. E io ho stirato le ali del cigno, pronta ad inciampare come al mio solito mentre le giornate si allungano in modo indicibile e l’albero sulla strada di casa sarà così presto nuovamente rosa.
è che..
E’ che in questi giorni di isolamento nonostante tutte le prsone che si sono preoccupate per me e il fatto che non faccia altro che pensare a quanto era diverso lo scorso anno, mi sono resa conto che l’odore di vaniglia mi manca e dovrò attendere ancora qualche giorno.
Poi stirerò le ali del cigno che ora sono tutte spiegazzate e poi via…come di solito di corsa e poi chissà se mi si fermerà ancora il fiato.
scrivo, quindi sono
Ho sempre amato la filosofia, forse un giorno mi prenderò un seconda laurea, anche se la mia passione è la storia medievale.
Scrivo perchè ho sempre parlato poco.
Poi ho imparato a parlare.
Faccio un lavoro che si identifica perfettamente in quella che dico essere la mia corsia preferenziale.
Non lo cambierei per nulla al mondo e per di più nel posto dove lo faccio sono ancora più contenta.
Perchè nei miei panni mi sono sempre sentita anomala e spaziare è sempre stato un mio bisogno primario.
testimone chiaro penso, possa esserlo proprio quello strano libro che è rimbalzato di mano in mano per tutte le vacanze.
Un giorno per vari motivi che ora non sto a spiegare mi sono ritrovata piuttosto sola così ho cominciato a scrivere.
Non avevo idea che riempire una colonnina, (con tutto quello che mi succedeva, sentivo, provavo, non avevo voglia di dimenticare, anche se scritto in modo scriptico) che si sarebbe allungata di mese in mese avrebbe creato una fitta rete di collegamenti.
Collegamenti più o meno lontani che paradossalemnte sono vicinissimi più di quelli che hai a mezzo cm nel momento del bisogno.
Ma questi collegamenti fatti di volti, voci, corpi sono presenti anche e soprsttutto per ridere, scherzare andare per localacci o osservare i casi umani più disparati( e mi viene da pensare che forse qualcuno avrebbe potuto adocchiare noi come casi sociali… insomma la teoria che puoi vedere le cose da diversi punti di vista… vabbè….lasciamo stare ).
Nonostante sia sempre un cigno in incognito, giorno dopo giorno penso che aver fatto la scelta di avere un blog sconosciuto a chi mi conosce nei panni quotidiani, sia stata una della migliori della mia vita, le persone che ho ioncontrato sono semplicemente magnifiche.
Compiti delle vacanze
Durante le vacanze, non so perchè, ma mi ritrovo a dover studiare la stessa materia.
Il manuale l’ho già nella borsa. E’ fichissimo e mi stimo come non mai.
L’altro giorno mentre tornavo a casa lo stringevo in mano e camminavo come una bambina che ha appena ricevuto un pacco di caramelle. Ma quel manuale è la possibilità di dimostrare che faccio bene il mio lavoro. Perchè ho bisogno di sentirmelo dire dagli addetti ai lavori….
Sono strana lo so…
Infondo proprio questa mattina pensavo, osservando il cielo grigio, che tra un paio di mesi non avrò più aneddoti da scrivere ma forse potrò dire che la trasformazione è completa. Chissà.
Anche se già so che le divise mi mancheranno e quelli piccoli finiranno per farmi piangere.
Per ora termino di preparare la mia valigia e via…
che domani devo andare a recuperare L. e poi si dia inizio ad un week-end in cui si spera vivamente che non piova.
Buone vacanze.
La giornata dell’adolescente
Cambia l’età ma non il fatto che ci siano giornate in cui mi sento tanto adolescente.
E quello che non cambia è il primo ciao della giornata.
Come oggi, il giorno prima delle vacanze.
lo so, le mie scarpre sono strane e buffe e le codine non fanno che confondermi tra gli adolescenti.
E così decido di mischiarmi tra gli adolescenti, di farmi scrivere sulle mani (nuova moda), di accucciarmi, essere spinta e finire per terra e li rimanere seduta.
li guardo e penso che sono tutta la mia vita.
Attendo un tempo infinito appoggiata al muro guardandolo in ogni suo minimo particolare, ascoltando, osservandolo. Un pò lo invidio, organizza cene e aperitivi con mezzo mondo.
Intervallo il mio ruolo istituzionale con l’adolescente che è in me. Il mio cognome risuona in corridoio e mi fermo. Alcuni passi e poi volutamente torno ad appoggiarmi al muro e guardare i suoi strani occhi verdi mentre gli dico che non capisco.Tanto farò come sempre a modo mio.
E fierissima me ne vado con il suo libro in mano.
Lui che entra ed esce e io che quasi non ho il tempo di accorgermene, poi scendendo le scale me lo trovo in fondo alle rampe.
Guarda in alto ed io per qualche istante mi fermo.
Tutto il resto potrà aspettare ora devo solo dimostrarti che possono farcela.
torta rosa a sorpresa
fr afferma che avere a che fare con lui sia molto meglio davanti ad un gelato.
Me ne sono accorta da un pezzo e ora che non ci sono più torte all’orizzonte ha rimesso la sua maschera.
Per farla molto breve ho scoperto che sono 6 mesi che una persona anagraficamente più piccola di me mi sgrida.
Ho scoperto che alcune colleghe incrociano le dita perchè l’anno prossimo sia li.
Alcuni di quelli piccoli al pensiero che io non ci sia non se la possono prendere e danno quasi in escandescenza.
E’ rosa da cerimonia, non da compleanno.
Quelle cerimonie a cui tu sei allergica – e chi te lo ha detto???????????????? -
e benchè le altre non siano d’accordo con te io condivido in pieno il tuo pensiero sul fatto che stare con qualcuno non voglia dire dividere ogni singola cosa ma che si debbano conservare, spazi, passioni ed amicizie.
Quanto alla torta l’ho trovata geniale. Non mi sbagliavo quando ti ho dato carta bianca.
Ora che abbiamo rimesso le nostre maschere, in questo poco tempo che resta tra me e te rimane il patto di un glossario e molto fiera camminavo per la strada con il libro che mi hai dato.
A maggio potrai dirmi che ho fallito come tanto decantavi o ignorarmi se riuscirò nell’impresa, in fondo loro il prossimo anno non esisteranno.
soundtrack: tanti auguri a te… canto io….
15 marzo
Trentatrè anni fa nasceva lui.
Cinque ore dopo, nasceva lei.
Inspiegabile attrazione per la sua terra.
Un giorno di maggio ventisei anni dopo si scontrano per caso.
un giorno per caso.
Due vite per caso troppo diverse ma troppo uguali.
Come un ossimoro schiena a schiena con le mille contraddizioni di lei, le mille sicurezze di lui.
Entrambi una sola cosa sulle rive del grande fiume.
Lui che come un mago realizza i desideri di lei.
Lei che si laurerà grazie a lui.
Lei che gli parla in modo criptico e lui che decodifica in un attimo, anche meno.
E acquazzoni imprevedibili che incorniciano abbracci in piazze vuote o vicino a scalette rumorose.
E treni di vetro il cui viaggio sembra non finire mai con quella smania di arrivare per passare ogni attimo infinito con lui.
I piedi di lei immersi nella fredda sabbia di una calda notte d’estate, lei lo guarda gli chiede perchè, ma sa che chiedere è inutile e allora si lascia cadere su di lui e lui la stringe forte.
Lui sospira mentre il suo cuore batte regolare.
Siamo troppo uguali e troppo diversi per stare insieme.
Il tuo è l’unico compleanno che riesca a ricordare-dice lui-
Lo stesso cavallo di battaglia risuona per le strade rumorose di un’estate al mare.
Ci saranno altre vite per noi le disse lui.
Lei sorrise e gli disse che di vite ce ne erano state tante per loro ma che se ce ne fosse stata un’ altra allora la si sarebbero nuovamente incontrati e lei avrebbe scelto nuovamente lui come quella calda sera di ottobre.
Tra lui e lei c’è sempre stata l’acqua però ora lui non può vedere il cigno che lei è diventata grazie a lui e lei vorrebbe tanto parlargli e raccontargli di questi mesi, del cigno e quant’altro…. perchè lui le manca e ci pensa ogni mattina quando viaggia e vorrebbe tanto dirgli….
Buon Compleanno M.
“Parla in fretta
e non pensar
se quel che dici
può far male
perché mai
io dovrei
fingere
di essere fragile
come tu mi (vuoi)
(vuoi)nasconderti
in silenzi
mille volte
già concessi
tanto poi
tu lo sai
riuscirei
sempre a convincermi
che tutto scorre
usami
straziami
strappami l’anima
fai di me
quel che vuoi
tanto non cambia
l’idea che ormai
ho di te
verde coniglio
dalle mille
facce buffe
e dimmi ancora
quanto pesa
la tua maschera
di cera
tanto poi
tu lo sai
si scioglierà
come fosse neve al sol
mentre tutto scorre
usami
straziami
strappami l’anima
fai di me
quel che vuoi
tanto non cambia
l’idea che ormai
ho di te
verde coniglio
dalle mille
facce buffe
sparami addosso
bersaglio mancato
provaci ancora
è un campo minato
quello che resta
del nostro passato
non rinnegarlo
è tempo sprecato
macchie indelebili
coprirle è reato
scagli la pietra chi è senza peccato
scagli la pietra chi è senza peccato
scagliala tu perché ho tutto sbagliato
usami
straziami
strappami l’anima
fai di me
quel che vuoi
tanto non cambia
l’idea che ormai
ho di te
verde coniglio
dalle mille
facce buffe”
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cosa avevo detto?
Ecco si, aspettavo per l’ennesima volta che mi dicessi che è colpa mia.
Chissà perchè proprio sempre a me….
Ma quello che mi fa male è che tu sia convinto che io non veda l’ora di andarmene.
Te lo avevo detto il primo giorno… riecheggiano veloci le tue parole mentre te ne vai e come al solito mi lasci li.
Impalata, immobile, con le lacrime agli occhi che non possono scendere…
Poi niente scuse ma solo schermaglie.
Finiamo per comunicare a modo nostro, perchè a parole proprio non ce la si fa.
E il cigno entrando dalla porta allunga il braccio e con il dito sfiora la divisa.
Questioni di tubino
Potevo indossare un tubino nero in modo normale?
No, camicia e jeans lo accompagnano.
Corro per tuto il grande edificio e certo non passo inosservata.
Quelli piccoli riescono a farmi diventare rossa.
I complimenti si snocciolano.
Ringrazio ma penso di aver vestito molto meglio in questi mesi. De gustibus….
Mentre qualcuno come al solito trova un qualcosa per sgridarmi…..
Posso dire che palle?????
casa
Mi manca casa mia, guardare l’edificio alto dalla porta a finestra della mia camera.
Il cane nella cuccia sotto la finestra, la musica dal pc nell’angolo, il cellulare buttato sul letto che prima o poi squillarà e sarà lui che mi dirà che non è più arrabbiato con me. Cosa darei perchè mi dicesse che come la mia di voce non ce ne è…
Gli amici di sempre, mia madre che mi dice che sono disordinata e girare per i negozi del centro perchè gli abiti non mi stanno bene ( ora non ce ne è + bisogno).
Il viale alberato, il blu del mare e correre in bicicletta sul lungomare per approdare alla casa di legno per bere rum e coca.