Dov’è la prof?
Forse la prof si è seduta in uno dei banchi o forse è scesa di corsa a chiedere qualcosa o forse si sta solo nascodendo in mezzo agli adolescenti perchè troppe e troppe volte è stata scambiata per una di loro. Merito del fatto che non dimostri i suoi anni e che indossi una buffa maglia con medusa bambina raffigurata. forse sta sciugando lacrime, ascoltando confessioni inconfessabili, discutendo di didattica e metodi di insegnamento. Oppure è fuori a mangiare un gelato proprio con quello “cattivo”. il primo giorno, li dentro era spaventata a morte e il pensiero di entrare in una classe tutta sua la terrorizzava. Non sapeva come muoversi in spazi così ampi, non aveva ancora l’idea di cosa significasse quello che l’avvolgeva ogni giorno di più. La maglia color senape lunga e larga è stata presto piegata per far posto a magliettine più strette e poi ha imaprato a truccarsi, ad indossare scarpe con il tacco e l’anello al pollice è diventato parte integrante di lei. Tanto fece che accantonò anche i suoi odiatissimi occhiali. E il grande edificio diventò sempre più importante. Perchè la prof da sempre ha difficoltà con il suo carattere chiuso ad adattarsi e ad andare d’accordo con tutti. Ma nel grande edificio no, tutto sembrava andare all’ inverso nonostante le sgridate, le difficoltà e i tempi impietosi di viaggio. Il grande edificio è diventato a poco a poco come una casa e sentirsi a casa dopo che da troppo tempo si sentiva fuori posto, credo sia una delle sensazioni più belle ed importanti che si possano provare. Se così non fosse non avrebbe mai corso per i corridoi, parlato con tutti, riso, scherzato, non si sarebbe seduta per terra o diviso un vecchio banco con uc, e invece aveva persino dimenticato che generalmente in mezzo alle persone si sente a disagio. No, questa volta quella sensazione era completamente sparita. E così si crea una famiglia per cui cucinare con cui ridere tanto da doversi tenere la pancia. tutto questo ti protegge, mentre tu stessa proteggi loro, quelli piccoli che vorrebbero a volte correrti incontro e stringerti, ma poi si fermano e ti dicono che non possono perchè sei la prof. E un giorno pensi che magari potresti avere fortuna e speri con tutta te stessa di tornare per un altro anno la, perchè è casa tua e stai bene li. Certo è difficile spiegare al resto del mondo perchè quella gabbia di matti è così importante per te, ma il resto del mondo non lo capirà mai perchè avrebbe dovuto passare del tempo li dentro o forse semplicemente perchè il resto del mondo non sa cosa voglia dire sentirsi dire per tutta una vita che tu sei quella strana, perchè vesti strano, perchè hai un carattere strano e per mille motivi, ma nel grande edificio sei assolutamente come tutti gli altri. Ecco il mutamento, la trasformazione.
E domani metterò piede nel grande edificio per l’ultima volta… perchè per quanti desideri abbia espresso non è andata come speravo…
Ma ditemi solo una cosa… hai bambini chi glielo dice????