4 su 7

Settembre 29, 2008 at 7:44 pm (Senza Categoria)

Come uan bambina sono andata all’appuntamento correndo, non vedendo l’ora di arrivare e sorridente come non mai.
All’inizio l’adesione era totale, poi ci siamo ritrovati in 4 seduti ad un tavolino a ridere a lacrimoni a raccontarci di questi nuovi tempi, a fare battute su noi e su gli altri.
Di sicuro non ci perderemo.
Di sicuro continueremo a vederci.
Sicuramente loro saranno con me.

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è troppo presto

Settembre 29, 2008 at 2:52 pm (Senza Categoria)

Continuo a dirmi che è troppo presto per emttere un giudizio, ma se mi piacesse avrei già scritto non so quanti post.
E invece attendo e da osservatrice vedo ogni giorno cose che non mi piaccio.
Avrò anche criticato il troppo rigore ma il lasciar perdere, correre, non fa per me.
Oggi potete anche andare al diavolo, oggi ho veramente di meglio da fare:
Con loro.

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Chi lo dice a chi?

Settembre 18, 2008 at 6:46 pm (Senza Categoria)

Sono state tante le cose che ho detto in questi giorni.
Con la S da supereroina che corre appuntata sulle spalle.
Le parole che ho scambiato, l’intermediaria che sono stata.
Le parole che ho scritto e quelle che ho detto.
E poi ci sono le parole che ancora devo dire.
Con calma, con il tempo.
Poi ci sono stare la parole di B., tanto belle ma tanto dolorose, – manchi molto a loro, vieni a trovarli-
E le parole di M. – andrà benone-.
L’ adolescente ha sempre bisogno di sentirsi dire che andrà bene anche se al momento non può correre lungo i corridoi.

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Grandi

Settembre 17, 2008 at 5:26 pm (Senza Categoria)

Da una parte sono troppi, dall’altra sono grandi.
Ti guardano e non capisci bene.
Sei abituata a ben altri sguardi.
E quando hai un pò di tempo libero non sai dove correre perchè lo spazio è tutto li.
Non hai posti dove andare a bere un caffè, nessuno con cui parlare.
La conseguenza è che il tuo magone aumenta e vorresti correre giù ( ma giù dove?) e sederti sotto alla sua scrivania.
Niente da fare, mi mancano punto e basta.

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Ti ho fatto un favore

Settembre 15, 2008 at 2:58 pm (Senza Categoria)

E si…
darmi ciò che mi spetta è proprio farmi un favore…
Se proprio avessero voluto farmi un favore, allora sarei dovuta tornare da dove vengo.
Per quanto tu possa guardarli non fai altro che pensare a quelli che hai lasciato e hai un gran magone dentro ed una nostalgia che ti rende scura.
Mentre la memoria del cellulare si riempie di sms.
Sono loro, i miei (ex) colleghi.
Sono gli auguri di un buon inizio, dichiarazioni di mancanza, di speranza e quant’altro.
Sono tutti lontani ma è come se ti portassi tutto dietro. Certo non dimenticherai.
e il grande edificio è li e appena avrò tempo andrò anche se potrò solo respirare l’odore di vaniglia e abbracciare i miei mostri, che mi mancano tanto.

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2 alla E

Settembre 12, 2008 at 3:02 pm (Senza Categoria)

Mi vedono preoccupata….
Sono solo disorientata e forse un pò troppo fuori posto per dove mi hanno messa.
Quasi mi facessero pesare qualcosa che invece in realtà mi spetta e basta.
Il problema è reciproco perchè magari c’è chi non ti vorrebbe li e tu non vorresti essere li.
Semplicemente questo.
Ma vengo da un posto grande, immenso dove ci si spaccava la schiena e se ci si doveva mandare a quel paese almeno ci si chiamava per nome.
Vengo da un posto dove potevo sentire spesso l’odore della vaniglia.
Un posto dove potevo confondermi con gli adolescenti.
Un posto a cui mi sono affezionata con il tempo e nel quale con il tempo ho tessuto amicizie che ritengo importanti perchè ancora ci si sente e non è nostra intenzione perdersi di vista.
Un posto dove intendo tornare.
Un pò come ulisse, dopo il suo lungo peregrinare.
Un posto dove ho lasciato un pezzo di me perchè sapere di non aver lavorato invano ed essere riuscita a fare in modo che loro non fossero dispersi ha significato tanto.
E gli altri, quelli che sono rimasti, sono sicura li guarderanno per me.
Io per ora, nonostante le loro lamentele telefoniche, non ho potuto far altro che promettere che sarei andata a trovarli. si proprio loro quelli diabolici.
E poichè non vorrei ritrovarmi in queste condizioni pietose il prossimo anno, i miei propositi sono i seguenti:
- niente nomi
- niente battute
- niente spalla su cui piangere o sfogarsi
- solo lavoro e severità
Occupare il tempo rimanente in:
- vita sociale ( cene, chiacchiere, aperitivi ecc)
- fare sport
- imparare a cucinare
- riprendere a scrivere
- lavorare al progetto meringa, perchè sono pronta.
IN TUTTO QUESTO UN PAIO DI MONITI che nulla hanno a che fare con il post ma almeno così non dimentico:
- ricordarsi di chiedere scuda a M.
- questa sera rispondere a tono perchè sono sicuramente più inetelligente di quelle 4 mezze cartucce. ( si lo so sono acida ma ho imparato tanto nell’ultimo anno)

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che ansiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Settembre 11, 2008 at 4:20 pm (Senza Categoria)

Premesso che stavo scrivendo tutt’altro post quando si è eccesa una lucina…
Ma come c***o fa? riesce a mettermi ansia anche via chat.
E sopra ogni cosa riusciamo a litigare anche così.
Perchè è troppo permaloso!
Che meraviglia.
Come mi sento a casa. :-)

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pensare che mi ha fatto diventare matta…

Settembre 3, 2008 at 3:26 pm (Senza Categoria)

Non avrò più porte da aprire a spallate, l’odore di vaniglia da respirare.
E non avrò più corridoi dove correre.
I caffè del martedì con quel suo strano abbigliamento, quei pantaloni larghi neri e la casacca chiara abbottonata lateralmente.
Non avrò più la stessa persona che ogni mattina mi dirà “ciao”.
Non avrò più qualcuno che si siederà vicino a me per pranzo per farmi mangiare.
Non avrò più qualcuno che mi farà prediche perchè sto diventando troppo magra o mi sbatterà in faccia tante cose di me che rifiutavo di vedere. E allora capisci che per il mondo non sei trasparente.
E non avrò più nessuno con cui scambiare battute più o meno sadiche.
Qualcuno che ti stacchi dal muro o che ti dica che devi stare dritta.
Qualcuno con cui uscire a fare due passi lungo il viale alberato fino alla gelateria per poi fare chiacchiere,chiacchiere e chiacchiere.
Qualcuno che abbia letto i miei stessi libri(appoggiati al muro con davanti la libreria a parlare di questo e di quello in una sintonia che ha spiazzato tutto e tutti), che la pensi come me sulla fugacità della vita, che non mi prenda in giro per l’accento perchè il DNA geografico è il medesimo.
Qualcuno con cui scontrarmi, litigare o confrontarmi.
Qualcuno con cui dividere un vecchio banco di legno.
Qualcuno da cui sai che potrai sempre andare in caso di bisogno.
Io sono l’adolescente e tu l’adulto.
Qualcuno che ti sgrida e allora ti fa arrabbiare e glielo fai notare e la risposta è ” non hai ancora capito quanto ti stimi”.
Quel qualcuno a cui oggi ho detto che non ci sarò più.
Fa male per chi parte ma forse anche per chi resta.
Pensavo sarebbe stato un “ciao” con poco dolore ed invece non era così…
C’era dolore, rabbia, tristezza.
e chi mi aveva detto che si sarebbe arrabbiato alla notizia aveva ragione… ed io proprio su quello scalino oggi non sapevo cosa fare… così mi sono arrabbiata più di lui… Di contro ha preso la mia borsetta e mi ha detto “Dai, questa la porto io”.
Dopo 10 minuti eravano al bar a bere l’ultimo caffè e a ridere a lacrimoni.
Mi ha fatto impazzire ma mi rendo conto che mi mancherà  tanto e se oggi riesco a mangiare una pizza intera e non solo 1/4 come un anno fa, il merito è anche suo.

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