sono stata esiliata da casa mia-se potete dirmi almeno perchè…

Ottobre 30, 2008 at 3:17 pm (Senza Categoria)

E’ una giornata di incazzatura totale che certo non passerà.
Non sento di vivere in un paese democratico… che triste realtà.
La domanda che si fa insistente è “come stai fisicamente?”
La risposta è ovviamente “bene” mentre le guance diventano rosse rosse perchè con le parole ci litigo sempre un pò.
A pensarci bene ho messo su qualche kilo, mangio regolarmente e ho smesso di pesarmi con una media di 20 volte al giorno.
Ma lo constaterai a breve.
In questa calma apparente so che ciò che mi manca è l’odore della vaniglia.
E proprio mentre discuto con l’uomo in divisa realizzo quanto il grande edificio oggi sia ancora più irraggiungibile e non riesco a non pensare a tutti i mesi passati li e a quante cose ho costruito.
A quante volte ho puntato i piedi per poi prendere la rincorsa, a quante volte ci siamo urtati, a quante volte ho ascoltato i ragazzi, a tutte le volte che gli altri si sono presi cura di me o a quando mi scambiavano per un’adolescente.
Oggi so che non potrò mai più tornare in quella che considero casa mia, quel grande edificio che è parte di un percorso che mi ha reso una persona migliore in mezzo a quelle persone che sono state così importanti e che tanto mi mancano ogni giorno.

Permalink Lascia un Commento

ping ping ping

Ottobre 15, 2008 at 6:24 pm (Senza Categoria)

Tutto cominciò con un “toc toc”.
Mi sentivo così stupida.
Mi sono sempre sentita stupida quando dovevo parlare con te.
(Oggi invece non poterlo più fare mi manca così tanto che mai avrei immaginato).
Mi sono sentita piccola ogni volta che tiravi fuori qualcosa di me che nascondevo bene dentro.
Mi sentivo male quando mi facevi notare quanto mi stessi restringendo.
Mi facevi incazzare quando mi dicevi che dovevo tirare fuori la voce e che ero una che si vergogna perchè è timida.
Correvo, spesso, per evitare che mi vedessi, ma era peggio.
Si dice che dividere la tavola con qualcuno sancisca un rapporto di amicizia.
Di pasti ne abbiamo divisi parecchi e anche di non pasti quando facevo i capricci e mi rifiutavo di mangiare.
Fino all’altro giorno non ho mai pensato che tra noi ci fosse un rapporto di amicizia reciproco, fino a quando non me lo hai detto. Pensavo che non mi potessi sopportare.
Ti ho sempre detto le cose in modo poco gentile e poi ci stavo male, non sai quanto.
Legati da vicissitudini prima e dal progetto meringa ora.
E tutto questo ora mi sembra così assurdo.
Alla mia età si possono ancora stringere rapporti di amicizia?
Rapporti dove ci si dice chiaramente siamo amici, fuori tutto, sinceri al 100%.
Dove tu mi hai detto:
Andrà tutto bene, vedrai.
In questo mondo cieco e frettoloso – mi sembra tutto così surreale-

Permalink 1 Commento

viaggio verso casa

Ottobre 14, 2008 at 3:37 pm (Senza Categoria)

Non ho mai fatto miei alcuni punti di riferimento di quel viaggio.
Sapevo solo che giunti alla vecchia casa c’era la curva e allora voleva dire che si era arrivati.
Oggi avrei voluto dire all’autista di andare più forte possibile, con il cuore in gola, lo stomaco chiuso e tutta la fatica per non sporcarmi il viso di viola.
Le colline erano avvolte dalla foschia, le uniche colline che non mi fanno mancare l’aria e i segnali stradali che conosco, perchè indicano la mia casa natale.
La musica alle orecchie, come da molto non succedeva e arrivata alla curva, l’ i-pod non poteva non suonare che “tears dry on their…”, come negli scorsi mesi.
Poi una volta arrivati alla salita,al solito l’autobus, nel fare la curva, ha preso il marciapiede, ed ho sorriso.
Quando sono scesa il grande edificio era li, grande e sornione.
Sono rimasta alcuni secondi a guardarlo e poi mi ci sono buttata dentro ed appena mi sono appoggiata al bancone ho pensato ad una sola cosa: casa.
Ma quello che non mi aspettavo era la reazione di loro… quelli che lo scorso anno mi hanno fatto diventare matta.
Uno di loro mi ha vista in corridoio ed è corso ad abbracciarmi e poi è andato a chiamare tutti gli altri che uno alla volta con più o meno impeto mi hanno stretta, quasi a non volermi lasciar andare.
Anzi, non volevano proprio che andassi e mi hanno detto che quella che è al mio posto a loro non piace, che mi rimpiangono, che a loro manco e così ho ho anche io detto la mia verità, che loro mi mancano ( eppure proprio sabato qualcuno in divisa mi faceva notare come i prof buoni siano quelli che vengono più dimenticati e meno rimpianti).
Le tre ore passate li sono state un rincorrersi di emozioni e parole e il tempo non è mai abbastanza, per tre ore sono tornata tra gli adolescenti in cui meglio mi rispecchio, tra i colleghi per niente affatto dispiaciuti di vedermi anche se è mancata solo una cosa,l’odore della vaniglia ma per oggi ne posso fare a meno.
Ora so che tutta la fatica dello scorso anno è servita a qualcosa, che ho lasciato qualcosa, che ho fatto bene il mio lavoro.
Che quella è sempre la mia giusta collocazione, in attesa che ci sia nuovamente un posto per me.
Adesso posso dirlo: non è una questione di tempo o di adattamento, è solo che certi posti ci sono più congeniali di altri.

Permalink 2 Commenti

- scrivilo sull’agenda – -tu tutto a memoria vero?-

Ottobre 12, 2008 at 6:53 pm (Senza Categoria)

Quest’anno gli abiti del cigno sono chiusi in una scatola perchè la è sempre troppo freddo, perchè l’ambiente è così diverso che il cigno non può indossarli, perchè c’è troppo da camminare ed allora è inutile mettere tacchi.
Il cigno sembra tornato ad essere brutto anatroccolo e darebbe chissà cosa per indossare gli abiti dello scorso anno.
Ma sabato alle 5,30 del mattino il cigno ha aperto la scatola e ha indossato proprio quegli abiti.
Difficile correre con le scarpine.
Ha patito tanto freddo.
Ma poi dopo il lavoro se ne è uscita sentendosi meglio nei suoi abiti coloratissimi, in una giornata estiva fuori stagione e poi via ad aprire con difficoltà un’altra porta.
Chissà perchè ha sempre difficoltà con le porte.
Aspettano che esca da quella porta. Ognuno nei propri panni che li contraddistingue.
Il tempo lenisce ogni ferita e il tempo che va avanti non da tempo di pensare.
Dentro però c’è sempre un magone, qualcosa che manca: la famiglia del grande edificio, anche se ogni giorno si accorge di aver imparato tanto.
Chiacchiere. Caffè e pasticcino. Come da programma.
Come sempre lei in un angolino a cercare di far capire quanto ci tenesse, guardando lo strano verde mischiato al bianco bordato di blu, che ben conosce, pensando a quante volte avevano parlato, con lei appoggiata alla parete, al bancone del bar o similari. A quante volte era corsa a cercarlo.
E proprio quei panni le mancano, ma non può certo dirglielo, però è tanto contenta che sia proprio lui ad occuparsi di loro, di lei e degli altri.
- come promesso-

Permalink Lascia un Commento

Ridimensionamenti.

Ottobre 7, 2008 at 9:55 am (Senza Categoria)

Leggo su Repubblica che per la sesta volta il governo chiede la fiducia.
Sesta….
E per cosa?
La riforma Gelmini.
Che tutti pensano essere la riforma dei grembiulini e del 5 in condotta.
Fosse solo per quello.
E’ la riforma più distruttiva che ci sia mai stata.
Maestro unico alle elementari.
E il tempo pieno????????
Tagli di ore di lezione alle scuole medie e superiori.
Per formare una prima classe bisognerà avere almeno 30 alunni.
Provate a fare lezione in una classe di 30. Questo non vi permetterà di lavorare sui singoli alunni che potrebbero avere lacune o difficoltà varie, questo invece la legge lo prevede ma 1 su 30 è qualcosa di improponibile. Lezione frontale e basta non si può fare altro.
E nei professionali per ottenere i cosiddetti sdoppiamenti dovranno essere più di 30.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che negli sitituti professionali dove sono previste materie pratiche di laboratorio generalmente la classe è divisa in 2 gruppi.
Ma se non avari più di 30 alunni te li porti tutti in laboratorio.
Immaginate cosa possa succedere quando 30 persone devono fare qualcosa di manuale…
E poi gli istituti dovranno avere come minimo 500 iscritti.
E 500 iscritti sono tanti.
Questo vuole dire che moltissime scuole spariranno perchè saranno accorpate.
il risultato è che se quest’anno hai iscritto tuo figlio nella scuola X il prossimo anno potresti ritrovartelo nella scuola Y.
E magari questo fanciullo vive in un paesino e si sveglia presto e potrebbe succedere che non possa raggiungere la nuova sede perchè ancora più lontana.
E così raggiunta l’età per legge in cui puoi smettere di studiare abbandonerà.
E i serali ancora non si sa che fine faranno.
Per non parlare del fatto che a settembre già non c’erano soldi per far partire la scuola ospedale e ci sono stati tagli anche nelle carceri.
La seconda lingua nella scuole medie è stata tagliata, anzi alcune scuole hanno chiesto hai genitori un tot al mese per ripristinarla. Ma stiamo parlando di scuola pubblica! dove iscrivi un figlio e ti hanno garantito un servizio.
QUESTO A MIO AVVISO NON è RISPARMIARE PER SANARE IL DEFICIT PUBBLICO, MA è NEGARE UNA COSA CHE SI CHIAMA DIRITTO ALLO STUDIO.
Poi ci sono gli 87mila posti di lavoro che verranno tagliati e non si parla di precari salteranno anche quelli di ruolo a meno che non lo siano da mille anni….
Io posso dire che se fai l’insegnante non lo fai certo per soldi e che anche se all’apparenza ci sono tante vacanze o il fatto che la scuola sia di mattina questo non vuol dire che a casa non si lavori per gli alunni.
E’ un lavoro che quando inizia non ti fa staccare più con la testa e mescola contenuti alla problematiche dei ragazzi, non è come accendere un pc alle 9 del mattino per poi spegnerlo alle 18 e poi usciti dall’ ufficio cominciare a pensare ai fatti tuoi.
L’insegnamento non è questo ma chi non insegna non lo capirà mai e forse la categoria insegnanti che così poco sta facendo per non essere demolita si merita di essere trattata così.

Permalink 4 Commenti

1 ottobre

Ottobre 1, 2008 at 6:27 pm (Senza Categoria)

Per un cambio di percorso questa mattina mi sono incrociata con l’autobus che lo scorso anno prendevo alle 7,10 e sono riuscita a vedere dentro le mie bimbe.
Forse ora capisco perchè tutte le volte mi diceva che loro non sono miei.
Per non stare così male dopo.
Ma il tempo che passo io con loro, quando loro sono all’inizio è più di chiunque altro e non si possono non istaurare rapporti così stretti.
Per un attimo oggi ho avuto l’impressione di essere tornata per qualche secondo indietro nel tempo.
Ma non era così.
La verità è che mi sento sola e fuori luogo e mi manca non riuscire a confondermi con gli adolescenti, non avere qualcuno che tutte le mattine mi dica ciao anche se a volte puoi sentirne solo la voce perchè il tempo di voltarti ed è già sparito.
Ecco perchè l’ultima volta non mi sono voltata ma ho riconosciuto la voce e li sono rimasta ad ascoltarla perchè sapevo che non avrei più avuto occasione.
le divise poi mi mancano tanto, così tanto che non avrei mai creduto.
e strano a dirsi ho scoperto di aver fatto mio in parte quel rigore che ho a volte criticato.
Mi mancano persino le sgridate….
Mi mancano quelle persone che si prendevano cura di me ed io di loro.

Permalink 2 Commenti