Stregati da una pozione
Forse siamo rimasti vittima di una delle pozioni che quotidianamente venivano prodotte nella nostra scuola di magia.
Fatto sta che quest’anno, pare che tutti noi che siamo lontani, siamo afflitti da un male che non riusciamo a curare e di cui non riusciamo a spiegarci l’origine.
E soffriamo della manchevolezza del grande edificio in un modo così dilaniante che la razionalità non può capacitarsene.
Non potevo crederci nel vedere quanto potesse soffrire gr. e sono rimasta senza parole nello scoprire che in fondo in fondo anche il capo delle pozioni sente a tratti la mia mancanza.
Io, la più imperfetta insegnante di magie che potesse arrivare li.
E accorgermi, giorno dopo giorno, che posso diventare cigno solo quando sono all’interno di quell’ edificio. Una magia mal riuscita o ancora incompleta?
Pensare che quelli piccoli, considerato il loro periodo della vita, presi da mille altre cose avrebbero con il tempo dimenticato, ed invece no.
Il dolore è ancora più grande se li vedi battere forte il vetro dell’autobus e cercare la tua attenzione e dirsi più cose possibili a gesti.
E ogni giorno ti chiedi il perchè di quel malessere che non se ne vuole andare, di quel vuoto che non riesci a colmare e vorresti trovare, in mezzo a tutti i tuoi libri, la ricetta non per la felicità ma almeno per un briciolo di tranquillità, mentre nella tua mente cerchi di capire quale sia stato l’incantesimo che hanno fatto su di te.
Incantesimo che ti avrebbe legato per chissà quanto ad un posto che si affaccia davanti ad un immenso parco verde e nulla di più per chi lo guarda da fuori.
Chissà se è dipeso tutto da quella volta che ho accettato direttamente dalle sue mani un bignè che mi ha sporcato completamente di zucchero a velo e ha impaciugato i miei capelli di crema con il risultato che tutti hanno riso.
Chissà se potremo mai rompere questo incantesimo che ci incatena con la mante e il cuore ad un luogo che abbiamo scelto per puro caso anche se il pensiero più profondo mi porta a credere che forse non era un caso ma un qualcosa che ci voleva li in quel momento, quel qualcosa che se c’è ed esite o ci lascia andare per sempre o ci riporta da dove siamo venuti.
Perchè quella magia nel mio libro di incantesimi manca.
non avresti dovuto dirmi che manco.
Dicono che a breve comincerà a fare freddo e mi chiedo come potrò sopportarlo considerato il freddo che già ho dentro.
Ho chiuso gli abiti del cigno dentro ad una scatola perchè non mi sento più a mio agio dentro a quei vestiti.
Non possiedo più maglioni pesanti, l’anno scorso non ne ho mai avuto bisogno.
Forse perchè correvo sempre, per colpa di spazi grandi e di occhi indagatori.
Quest’anno sono chiusa in quattro mura impossibilitata a fare un passo.
Non posso confondermi con gli adolescenti e percepisco i loro sguardi ostili e freddi, per non parlare di quelli grandi che sono violenti e sanno andare avanti solo con le minacce e io non sono abbastanza forte per contrastarli.
Mi muovo alla ricerca di qualcosa che non c’è, quell’equilibrio che avevo trovato nel grande edificio.
Mi manca non poter essere adolescente ed adulta nello stesso momento perchè adesso non so cosa sono.
Un ibrido senza una propria dimensione impossibilitata a fare come vorrebbe, quello per cui si trova li.
Ed ogni volta che sono in difficoltà non ho nessuno da cui rifugiarmi. Nessuna porta da aprire a spallate o tavoli sotto cui sedermi.
Mi sento invisibile ed impotente mentre mi rendo conto che tutti gli scontri o i litigi non hanno fatto che rendermi più forte ora che non posso contare su nessuno.
Solo ora, che sono lontana, capisco che quel senso di inferiorità ed inadeguatezza derivava dal non saper maneggiare con cura quello che le parti si trovavano difronte.
Se potessi ancora essere un’adolescente vorrei correre in fretta per i corridoi accorgendomi che l’odore che sento è vaniglia, aprire la porta pesante e stare in piedi a osservare per tutto il tempo o finchè non si accorgerà che sono li.
ma si deve anche andare avanti
Sapevo che ne avrei sentito la mancanza e così è stato.
Mai avrei immaginato che la cosa fosse reciproca.
Non potevo immaginare avrebbe scelto la mia modalità di comunicazione dopo chiacchiere assordanti.
Soundtrack: vanilla.
salmastre
Quando piove ne risento, sono di pessimo umore.
Così oggi me ne sono stata sotto le coperte.
Penso che non ci sarà ed io ne soffrirò e non potremo ridere sul fatto che abbia impegato solo 10 minuti a scegliere come vestire.
E se avesse ragione???? In fondo nessuno mi conosceva meglio.
Penso che felpa e jeans che ogni mattina mi dicevano ciao mi mancano tanto.
E mi rendo conto di aver bisogno di parlare con qualcuno che sappia come sono fatta dentro ma quel qualcuno non c’è.
Sono due le persone che vorrei vedere oggi.
Mi sgriderebbero entrambe, come sempre, ma sarebbe costruttivo.
e in ultimo mi mancano i bambini.
L’età adulta
“Ciao Xxxx”
e nel pronunciarlo gli occhiali da sole scoprono due occhi verdi
“Oggi siamo venuti qui a fare una gita, ti trovo in ottima forma sai?”
Lei, nei suoi abiti da adulta sorride per il complimento appena ricevuto.
Due adulti uno difronte all’altra.
Fa certo effetto, ma non cambiano le dinamiche, o quasi.
“Ma voi due… non starete litigando come ai tempi della scuola?”
“Ma no… quei tempi sono passati e ormai risolti in meglio”
Già… pensa lei, ormai non siamo più a scuola e ormai non siamo più adolescenti.
Questa è la fase adulta della vita, anche se non so cosa preferisco esattamente.
Anche se per come sono fatta continuerò a pormi mille domande.
Della serie:
Chissà se quando eravamo a scuola ti piacevo….
(io ero troppo tonta per capirlo ma il mondo a volte si chiedeva questo…)
già… chissà… certo non potrò saperlo ora che vestiamo panni da adulti.
Taccio e penso… ai tempi della scuola e dell’adolescenza che mi sembrano così lontani ma così pieni di mille ricordi, niente ansie, nessuna preoccupazione, qualche corsa, a volte una risposta di traverso, perchè non abbiamo certo un bel carattere ma nulla di più e mille bigliettini, perchè questo era il mio modo congeniale di comunicare con lui.
io prolissa?
La costatazione è stata la medesima.
Ci sono cose nella vita che legano ad un solo destino.
Ci sono persone che sanno quali sono i propri limiti.
Ci sono cose che non si possono spiegare ma solo accettare.
E cose che le dici e basta, senza troppi preamboli.
E possono esserci hobby e hobby.
Io so che sono viva e oggi questo mi basta.
So che posso fare o aver fatto scelte criticabili ma è la mia vita.
e so che dentro alle convenzioni ci sto stretta.
Poi ci sono cose che danno un sacco di soddisfazioni ma solo se le faccio a modo mio.
E se non fossi prolissa non avrei un blog dove riversare tutto.