la fine dell’anno bisestile
Non so bene per quale motivo, l’anno bisestile che tutti tengono alla larga per colpa delle maledizioni dei tempi antichi, mi è da sempre simpatico.
Così saluto l’anno del cigno scriccandogli l’occhio.
L’anno del grande edificio, dei piccoli nelle loro divise che ancora oggi ti mandano messaggi perchè non riescono a dimenticarti e tu non hai certo dimenticato loro e mai lo potrai fare con quel magone che ti avvolge.
Della crema che mi sporca i capelli, delle cadute, delle lacrime e della fatica, della tanta soddisfazione arrivata poi. Dei momenti vissuti come una adolescente.
Di urti benevoli, sguardi indagatori, di minuti interminabili ferma ad osservare, li dove nessuno aveva accesso, di sedie condivise o vecchi banchi dove stare come se fossimo a scuola e lui fosse mio compagno di banco.
Di aperitivi e cene bislacche.
Di mattine in scarpe da ginnastica, jeans e felpa.
Dei martedì in cui scendevo a cercare qualcuno patito di caffè come me.
Delle macedonie del venerdì.
Del dolore che mi ha trafitto quando ho chiuso quella porta dietro me per l’ultima volta.
L’anno in cui potevo mescolarmi tra gli adolescenti e confondermi tra loro correndo per i corridoi con gli abiti del cigno, spesso per evitare le sgridate e le occhiate dell’uomo in divisa.
Oggi tra le tante, la tristezza sta nel non poter vedere più spesso la persona che per mesi si è presa “cura” di me.
Prima o poi gli parlerò.
Giusto per dirgli, hai occhio sai?
Nessun bilancio, nessun buon proposito per l’anno nuovo… se non quello di poter tornare a respirare l’odore della vaniglia….dio se mi manca…
ma ho ancora molte cose da sistemare e molto tempo da adolescente da passare.
Se dirai no, capirò.
Sarebbe stato un pomeriggio di dicembre come tanti altri in cui mi avresti telefonato per dirmi che proprio quel pomeriggio non ci si sarebbe potuti vedere.
Ma qualcosa catturò il tuo orecchio troppo sensibile e nel giro di qualche ora ci ritrovammo a vagare per la città senza una meta, senza dire una parola.
Il buco spazio temporale che si era aperto alle mie spalle mi aspettava.
Non avrei potuto evitarlo e prima o poi avrei dovuto attraversarlo.
Nulla sarebbe stato più come prima.
Nulla avrebbe più avuto un sapore, un odore, un colore.
Ogni giorno sarebbe stato un giorno a se senza un inizio nè tanto meno una fine.
Niente da quel giorno avrebbe avuto una qualche importanza.
Sarebbe stato solo il primo giorno di una serie di catastrofi annunciate.
Ci sono voluti anni per imparare a camminare su di un filo di lama tagliente.
Aver studiato magia ed aver imparato a trasformarmi in un cigno ha aiutato, un pò a muovermi in spazi che non ho mai considerato miei.
Ecco perchè ho scelto proprio quegli occhi chiari che possono diventare anche viola.
Per non dimenticare mai quel pomeriggio e l’unica persona che non abbia avuto paura di aiutarmi nel passaggio tra la vecchia e la nuova vita che non sceglievo ma che ero obbligata ad accettare per sempre.
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avere 17 anni
Due adolescenti camminano veloci tenendosi sottobraccio per le strade della città già scura illuminata dalle luci della festa.
Una pioggia incessante cade sui cappucci delle loro giacche impermeabili, mentre i capelli di lei si ribellano e si affacciano fuori confusi e arruffati per l’umido.
“Non riesci proprio a non prendere tutte le pozzanghere?”
lei replica-”è perchè sono tonta”
“ma tu non sei tonta….” risponde lui ” ma non hai neppure le scarpe adatte a questa pioggia”
Lei lo guarda e pensa che avrebbe dovuto vestirsi come lui… felpa con cappuccio, jeans e scarpe da ginnastica, ma sa anche che lui ci tiene a non vederla vestita come un maschiaccio.
E intanto escono ed entrano dai negozi più strani, facendo la gincana tra cibo, libri e cd. Bevono il caffè più originale che sia mai stato preparato, condito da tiro di pasticcini, chiacchiere, risate, ma in fondo possono perchè siedono nel tavolo più nascosto del locale, nessuno si accorgerà mai di loro e delle loro stupide chiacchiere sui rispettivi amori e sulle rispettive scuole. Perchè gli adolescenti non potrebbero non parlare che di questo ora che sono seduti finalmente uno difronte all’altra.
specchio delle mie brame…. pampulo pimpulo…
Con le formule magiche sono sempre stata una frana ecco perchè sono una teorica non abilitata ad usare il suo potere si prevegenza.
Come me, tutti i teorici della scuola di magia.
L’idea è stranamente nata dal prof. di pozioni e magie, l’unico abilitato con tanto di brevetto a stupire grandi e piccini con la sua bacchetta magica nella sua “buffa” divisa, classica da mago con tanto di cappello…
Io avrei prestato solo il luogo.
Ovviamente sono ricorsa al più classico dei metodi senza scomodare le formule magiche, altrimenti come minimo mi ritrovavo trasformata in una faraona farcita alla scorza d’arancia..
I piccioni viaggiatori:
e così li aspetterò come se non fossero passati che una manciata di giorni dalla ultime risate e non mesi e mesi di fitta pioggia e scontento da parte di tutti.
G. teorico di storia della magia nelle classi terminali
A. e F. teoriche dei numeri che servono assolutamente in magia
Sc. teorica delle formule di magia, ossia come nasce uan formula magica
F. la cultura della magia nel mondo
e poi ci sono io… la più sbullonata di tutti….
I miei poteri di prevegenza mi dicono che mancherà l’unico pratico del gruppo, il prof di pozioni e magie ma le premunizioni possono sempre cambiare fino all’ultimo minuto. Ma questa percezione l’ho dal primo istante in cui lui ha organizzato tutto, che posso farci?
Nel mentre vado a consultare il libro di formule che preferisco… quello che trasforma semplici ingredienti in qualcosa di terribilmente commestibile.
meringa-meringae
Pensavo fosse solo un capriccio ma nel momento in cui ho apposto la firma ho realizzato che quelle due persone che ho così tanto amato non ci saranno.
E dentro sento come un buco.
Forse ho atteso tutto questo tempo perchè speravo che in qualche modo potessero tornare.
Già… ma da dove?
Loro mi mancheranno per tutta la vita e non mi abituerò mai all’idea di non vederli mai più.
Loro che più di chiunque altro sapevano prendermi.
Sapevano cosa e come sono.
Pensavo che il tempo lenisse certi dolori.
Ma sbagliavo.
umiliazioni
lo scorso anno sentivo senso di impotenza e umiliazione ogni volta che venivo sgridata.
Poi con il tempo ho imparato e capito come reagire a tutto ciò.
Poi oggi mi sono resa conto che sono stupidi adolescenti che la vita ripagherà a dovere.
Così ho preso veloce la porta e ho sceso i primi gradini…. ma mi sono resa conto che non potevo andare da nessuna parte, che non avrei avuto nessuno da cui andare a rifugiarmi, che sul mio cammino veloce e a tratti sghembo non avrei trovato l’uomo in divisa e che non avrebbe potuto aiutarmi come sempre nelle situazioni difficili e non so cosa avrei dato perchè fosse li, perchè mi manca e non ho nessuno a cui chiedere aiuto e perchè ho realizzato che quello non è il mio luogo ma solo una trappola da cui non vedo l’ora di fuggire.
Sono consapevole di aver lasciato la parte migliore di me in un altro posto, so di riservare cure e sguardi speciali per quelli che ancora considero miei e altrettando lucidamente so che per loro non ci sarà mai nulla perchè non lo meritano.
Meritano solo disprezzo.
sta tutto nell’archermes
Certo che anche lei non poteva proprio mettersi a discutere di zuppa inglese con lui.
Certo che lui non avrebbe dovuto dirle una cattiveria inutile.
E’ sempre il solito permaloso che si lega al dito un sacco di cose…
Certo che lui avrebbe dovuto lasciarle almeno il tempo di regolare il volume dl pc.
Ma non poteva spiegare a lui che era concentrata a far si che la testa non girasse, a far si che il cevello ragionasse sulle sue parole…. a capire tutte le sue parole….
Certo è che dopo una pessima giornata, discutere con lui era l’ultima cosa che si aspettava.
Ma si sa, le due losche figure non possono fare a meno di discutere e litigare anche per il progetto meringa.
Certo che anche lui provoca un casino.
Quando imparerà lei a rispondergli a tono?????????????????????
Probabilmente mai…. e si presta al silenzio quando partono certe battute.
Se sapesse che quelle stesse battute le fanno su di lui si arrabbierebbe e chissà come la tratterebbe.
Meglio incasssare.
Certa che, secondo le,i lui tra due settimane non ci sarà…
Se lo sente dentro…. mentre non vedrebbe l’ora… perchè loro le mancano.
Certo che anche lui poteva essere un pò più umano Seeeeeeeeeeeeeeeee umano lui….
Certo è che lei ha già pronti abiti e pozioni e per una volta potrebbe anche sfidarlo a chi fa meglio la zuppa inglese….. anche se sarebbe una follia…. sopra ogni altra cosa…