Il Castello nella nebbia.

Gennaio 22, 2009 at 3:37 pm (Senza Categoria)

La zucca arancione, trasformata per l’occasione in mezzo di trasporto, si muoveva lenta. Troppo lenta.
Avrebbe avuto bisogno di una spinta lungo rettilinei costeggiati da colline illuminate da una luce fioca.
Nel tragitto il cuore che non stava nel petto quasi a ricordarle che solo la, si può realizzare di essere vivi.
E immagini di un anno di viaggi e accadimenti le pasano davanti.
E poi improvvisa è scesa la nebbia, fitta.
Così fitta che arrivati alla vecchia casa sulla curva il paesaggio sembrava inverosimile.
La curva in salita continua a creare sobbalzi e quando gli alberi hanno cominciato a mostrare distese che si stanno preparando alla primavera, il cuore ha rallentato e gli occhi si sono riempiti di lacrime, prontamente fatte sparire perchè a pochi metri nella nebbia bucata dai raggi del sole c’è: il grande edificio.
Arrivata alla porta afferra la maniglia e si sente… neppure a dirlo, bene.
Finalmente a casa.
Entra e subito viene travolta da un abbraccio.
La prima fermata di una piacevole via crucis….
Ma prima che un suono pervada l’edificio ha qualcosa da fare…
Strega bacheca a rapporto per chiedere i documenti delle nespole.
Neppure a dirlo anche li le chiacchiere si sprecano.
“Dovrà tornare”
“Nessun problema” (tornerebbe anche mille volte…pur di sentirsi così).
E ancora saluti ed abbracci, poi la teorica strega, segue i dettami del capo e chiede di lui.
Ma nessuno sa dove sia il prof. di pozioni e magie.
Così nel cercarlo, proprio come al solito quando era anche lei li, si imbatte in r. con cui ha una fitta corrispondenza telematica e poi un suono, ancora qualche secondo e nell’altrio vedrà loro, cresciuti e cambiati ma in fondo sempre loro, che corrono verso di lei.
E dalla scala spunta anche lui, lei gli chiede un minuto.
Poi quando loro la lasciano andare perchè non possono tardare sono uno difronte all’altra.
Abbraccio che sa di vaniglia e domanda “Ti piace questo ambiente? come lo trovi?”(domanda retorica a cui anche i muri potrebbero rispondere!!!)
e giù chiacchiere mentre ostruiscono porte, mentre il mondo gira intorno a loro, un mondo che si ferma,per salutare lei, perchè lei non dovrebbe proprio essere li e poi g. e g. che interrompono il discorso tra i due.. perchè…
“vorremmo chiederle una cosa”
“ditemi” -risponde lei-
“quando tornerà da noi?”
“speriamo il prossimo anno” -risposta diplomatica, ma dentro un dolore che trafigge, una ferita che sanguina senza sosta.
Ancora minuti e discorsi.
“Sai, non so se ce la farò. Questa cosa proprio non fa per me.”
“Vorrà dire che non potendoti dare un calcio nel sedere ti darò una spinta io… non ti preoccupare”.
Ancora una volta un fiume di parole perchè nel grande edificio parla sempre con lui di qualsiasi cosa e lui l’ascolta.
E asdesso via veloce perchè proprio non può farlo arrivare tardi…
Deve lasciarlo all’ultima sua magia e oggi non è neppure ancora in divisa.
Tanto ci sarà una prossima volta magari davanti ad una tazza di caffè come facevano sempre ogni martedì.
Indescrivibile quello che si prova dopo…
Paradossale che a lei manchino di più proprio tutti quelli che l’hanno fatta impazzire.
E forse il mondo lo sa, ecco perchè poi nessuno ha più disturbato la teorica come al solito appoggiata ad un muro sui suoi tacchi vestita di abiti cigneschi e il pratico.

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Mr. Jones

Gennaio 21, 2009 at 6:39 pm (Senza Categoria)

Mr. Jones fisicamente è uguale a molti uomini.
Mr. Jones è un uomo burbero che guarda in modo severo ogni persona.
Ha un carattere spigoloso, un linguaggio tutto suo e veste con una giacca bianca che tiene abbottonata sopra a pantaloni scuri. Porta buffe scarpe aperte.
Mr Jones per lavoro non sorride mai.
Gira con un libro nero sotto il braccio ed una penna rigorosamente gel anch’essa nera.
Cosa vi scriva è prerogativa di pochi saperlo.
Lavora chiuso in stanze sempre calde ma se ti passa affianco ha un odore dolciastro. L’odore che hanno certe varietà di orchidee.
E’ uomo di poche parole ma quelle poche sono sempre taglienti come coltelli dalle migliori affilature così molti cercano di non avere a che fare con le sue spade per non essere trafitti.
Il mondo lo sa che cosa vuol dire avere a che fare con Mr. Jones e avvisa i naviganti senza portolani di navigare lontano dai suoi possedimenti.
La leggenda narra che nessuno sia mai sopravvvissuto a Mr. Jones.

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in-my-place

Gennaio 20, 2009 at 5:33 pm (Senza Categoria)

La diciassettenne si chiede se questo prolungato silenzio sia voluto.
Se la pioggia abbia lavato mesi di parole.
Se è stato un rendersi conto che proprio con lei non si può andare d’accordo o se è tutto l’opposto.
E si domanda come fosse il libro.
Ma la spiegazione potrebbe essere molto più banale.
Il tempo passa e possiamo assolutamente dimenticare di chi ci ha riempito le mattine, i cassetti, di chi ci ha rincorso e a volte reso la vita un pò più complicata del solito.
Perchè la diciassettenne ha stravolto l’ordine delle cose, rompendo la routine.
Che ci si può fare… a lei piceva così.

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i should have known better

Gennaio 18, 2009 at 5:47 pm (Senza Categoria)

eh… no…
così non va…
e non c’è soluzione o via di fuga.
avrei forse dovuto ascoltare lo scossone quando mi travolse?
i giochi al massacro poi non sono la mia specialità.
aspettare il tempo che scorra è una delle cose più opprimenti che possa esistere.
Seppelire dentro ad una scatola chiusa tutto quello che si prova è quando meno da folli.
Ma non vi sono alternative.
Non posso certo ribaltare il mondo se qualcosa non mi va.
Vorrei solo alzarmi la mattina e non sentire già un peso dentro.
Vorrei aprire porte e portoni senza fatica.
Vorrei percepire il rispetto.
Vorrei vestire leggera.
Vorrei correre per i corridoi.
E vorrei persino discutere con l’uomo dagli strani occhi verdi, il che è quanto meno preoccupante.
Ma alla fine le cose erano decisamente cambiate.
Mai me ne sarei voluta andare-te lo giuro-.
Nulla è più straziante che soffrire di nostalgia perchè non si può essere dove si vuole condividendo tempo e spazio con chi si vuole.

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oibò… se lo avessero chiesto a me….

Gennaio 12, 2009 at 7:18 pm (Senza Categoria)

Non ho mai avuto l’amica del cuore.
Ho sempre indossato pantaloni e scarpe poco femminili.
Sono sempre stata l’eccezione in tutto.
E anche questa volta era una eccentrica eccezione.
Ma con un perchè ed una motivazione.
Perchè ci sono legami che non dimentichi.
Sopra ogni cosa quelli con la vecchia vita.
E dare importanza a ogni minima cosa fa si che sia cosa di pochi.
Nella vita non ho mai avuto l’amica che mi chiedesse di ricoprire un ruolo importante in un giorno importante, non ho mai preso parte a stupidi riti di feste che predicessero il futuro, perchè nessuno si è mai accorto che ero li e che forse anche io avrei voluto essere come tutti gli altri.
Ma io non sono come tutti gli altri.
Ecco perchè ci sono cose che non farò come tutti gli altri e riceverò “no” a domande dove chiunque avrebbe detto “si”.
Poco importa, o forse molto.
Questa è solo l’ennesima conferma che la mia vita è storta e anomala come poche.

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camice, casacca e bottoni dorati

Gennaio 12, 2009 at 4:31 pm (Senza Categoria)

Il treno sabato viaggiava nel buio.
Senza sapere il suo tragitto.
Non ho punti di riferimento. Potrebbe essere un qualsiasi posto.
Spesso è banale pensare a quanta fatica si faccia, a quantio sacrifici, a quante rinunce.
Quanto tempo si passi ad aspettare.
Quante cose possano cambiare.
Nel buoi che si rifletteva contro il vetro, in lontananza tre sagome ho pensato di scorgere.
Tre sagome in divisa, l’una diversa dall’altra.
Così ho realizzato che è tutta la vita che ho a che fare con delle divise.
Però… ora loro dove sono?

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grande edificio a strega bacheca

Gennaio 7, 2009 at 5:37 pm (Senza Categoria)

Gent.ma Strega Bacheca,
sono maturi i tempi delle nespole e per riceverle dovrà solo richiedere il modulo “nespolando” presso la nostra sede.
Cordiali Saluti
Il Grande Edificio

Egregio Grande Edificio,
sarà mia premura recarmi presso di Voi appena mi sarà possibile.
Distinti Saluti
Strega Bacheca

Il grande edificio non sa che non mi dispiace affatto fare tanta strada per raggiungere le colline che in questo momento credo siano di un bianco meraviglioso.
Preparo l’abbigliamento adatto, sveglio il cigno in letargo, perdo i kili accumulati durante le feste e farò in modo di andare anche dalla mia apprendista streghina che ha, con un grido di aiuto, chiesto di me.
Ma ad una condizione, quando aprirò la porta del grande edificio ci deve essere tanto di quell’odore di vaniglia che ne devo fare il pieno….come minimo….
suvvia…. non chiedo poi molto…

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