te lo prometto
Non ho mai sentito pronunciare quelle parole con tanta serietà.
Ho capito con il tempo che le parole “te lo prometto” non significano nulla.
Le promesse si dimenticano presto.
Così presto che neppure ci faccio più caso.
Ma questa volta l’intensità di quelle tre parole mi ha colpito.
Ok, io mi siedo e aspetto.
Una promessa è una promessa.
Dalla pagina 94 del libro di magia
Prendere i seguenti ingredienti e mescolarli con cura:
- Lasciarsi stropicciare da quelli piccoli.
- Salutare e parlare in contemporanea con tutti quelli che fanno parte della scuola di magia e che con te hanno condiviso qualcosa.
- Cercare e non trovare.
- Perdere un autobus.
- La pioggia battente.
Otterrete un composto che riporterà il tempo indietro di un anno:
Così mi sono ritrovata di martedì alla solita ora appoggiata ad un bancone a bere caffè chiacchierando con qualcuno dagli occhi di uno strano verde vestito alla sua maniera respirando l’aria di quella che per me è casa.
9-4-2
Non so se il silenzio valga come un assenso o se poi qualcosa dirà, è certo che per 10 minuti domani l’adolescente imperverserà per i grandi corridoi vestita alla cignesca maniera
capire
“Quando ti parlo mi capisci?”
“Si,non dovrei?
Non sono forse in grado di capirti?
Perchè non mi rispondi? Non è forse così?
Io ti capisco quando parli e non solo”
“Si, tu mi capisci”
la piena…. adolescenza
C’è una netta sfasatura tra l’età anagrafica e quella che si compie nel mondo dei maghi.
Per questa seconda categoria di anni ne ho 17.
Per la prima sono ormai adulta.
Si studia magia solo se si è condannati a possedere qualche strano “dono” e se si decide di non ignorarlo.
Si entra a far parte di un gruppo strano che si divide tra teorici e pratici.
Questa netta divisione fa si che i teorici debbano ad un certo punto della loro vita passare un anno dentro alla scuola di magia in qualità di docenti.
Poi saranno, dopo quest’anno, ricacciati nel mondo umano a svolgere la loro vita di comuni mortali o quasi.
Generalmente il cambiamento è forte e l’anno successivo si sarà costretti a sputare una certa quantità di sangue davanti all’impotenza di non poter usare tutti i trucchi, le pozioni e le magie dell’anno precedente.
Ai più quest’anno di formazione è indifferente ma se per una qualche incastro stellare la squadra al lavoro intesse anche un rapporto di amicizia, usciti fuori da li sono dolori.
Così mentre la teorica che correva sempre lungo i corridoi si apprestava a compiere 17 anni qualcosa succedeva.
Loro, quelli piccoli dei mille grattacapi dello scorso anno, inspiegabilmente hanno deciso di augurale buon compleanno ( chi l’ha detto loro? ) e poi loro i teorici che con lei hanno lavorato, hanno condiviso un aperitivo di quelli con mille chiacchiere.
Mancava il pratico del gruppo con il quale non si può far altro che discutere.
anche se tutto era come al solito partito da lui.
Una giornata in piena regola cignesca con una sola grave mancanza.. la vaniglia!!! OVVIO!!!
La teorica forse complice la primavera ha però deciso che non ne può più di dove è e così è tornata a far lezione a modo suo e R. oggi le ha detto ” Prof in ritardo ma auguri”.
Non sarà mai come il grande edificio ma posso farmelo andare bene fino a giugno.
Bisogna anche crescere?
La discrepanza tra l’età anagrafica e quella mentale è tale e tanta che in mezzo potrebbe passarci l’intero oceano Pacifico.
Non è neppure obbligatorio crescere.
Non lo prescrive il dottore nè credo sia imposto dallo stato.
Nella vita si segue semplicemente una strada e durante questo tragitto si condivide il viaggio con un sacco di persone che prima o poi dovranno virare verso nord o vesro est o per non so ben dove.
Ma non venitemi a dire che tra un paio di mesi se ne andrà.
Perchè non mi va di pensare che prenderemo strade diverse, che potremmo non vederci o non sentirci più.
Abbiamo condiviso per un sacco di tempo gli stessi spazi respirando la stessa aria.
Abbiamo provato ognuno a modo nostro un dolore perchè ci era negata la possibilità di continuare un percorso iniziato ed abbiamo esternato questo dolore in modo diverso.
Mi ha aiutato in questi mesi ad organizzare la festa della meringa ma più di tutto ha capito ciò che era fondamentale in quel momento.
Era inutile continuare ad impormi del cibo.
Era meglio parlare e tra una chiacchiera e l’altra offrirmi del cibo.
Era meglio trascinarmi fuori nelle belle giornate di sole e farmi parlare e parlare e parlare e se arrivavano gli altri stupirsi che io diventavo muta.
Ma qualcosa bisognava fare perchè non arrivassi a giugno più trasparente di quel che ero, così pensava.
Farmi appositamente arrabbiare per vedere la mia reazione.
Tirare fuori tutto quello che avevo dentro.
Farmi capire che amavo più di quanto non pensassi ciò che facevo.
Guardarmi con soddisfazione e dirmi che è molto meglio ora che riempio i pantaloni.
Accettarmi per quella che sono, poco femminile che correre e si incasina quando parla, che invece di essere una trentenne veste i panni di una che di anni al massimo ne potrà avere 17 ma decidere che a volte si può avere a che fare anche con me con tutte le bizzarrie del mio caso.
Ma no… il giorno in cui vestirò strano non potrà essere un addio
Appello- presente!!!
Poco più di due settimane e i componenti della scuola di magia si riuniranno.
Il pratico del gruppo ha scelto proprio il giorno del cigno ma io ne sono comunque contenta.
La domanda è.. l’avrà fatto apposta o veramente quello era il suo primo giorno utile?
Comunque non mi spiace affatto stare in loro compagnia.
E’ gradita risposta e d’obbligo indossare abiti che li contraddistinguano.
Inutile dire che ho gli abiti del cigno già pronti… anche se estremamente leggeri.
E’ tornato il mio mese
Ebbene siamo tornati nel mio mese e questo sancisce due anni di blog.
Due anni di profonda trasformazione.
Due anni che non baratterei nonstante siano stati duri.
Ora voglio vedere cosa mi riserva il mio mese.