Life on mars
Sono scesa dalla zucca gialla una fermata prima perchè oggi nevicava e ho voluto fare tutto il viale a piedi.
Adoro la neve di maggio, anche se oggi ogni passo era pesante e faceva male, male come quella giornata di settembre in cui ti ho detto che io non sarei più stata li.
Ad ogni passo era buttare giù un magone e lacrime, mai era stato così nei mesi precedenti anche quando il grande edificio mi mancava da morire.
Ma prima di entrare è arrivaro R. e così abbiamo affrontato insieme gli ultimi metri.
Il quarto d’ora che avevo preventivato sono diventate due ore dove ho corso per le scale avanti ed indietro, dove gli ex colleghi mi hanno salutato con tanto inaspettato affetto e dove i ragazzi mi hanno abbracciato, tretta, stropicciata.
Ho incasinato tutte le lezioni dei colleghi e sono statta scambiata da chi non mi conosce per un’alunna.
Ho percepito la contentezza nel dare certe notizie e ho colto in loro una partecipazione che dove sono ora non c’è.
Uc mi ha detto qualcosa che come la solito non ho capito, mentre come sempre se ne andava di fretta. Ma questa volta so perchè aveva così fretta.
Non capisco perchè il mio legame con il grane edificio sia così forte, non capisco perchè solo li dentro sia me stessa al 100%, non capisco come abbia fatto a stringere rapporti così forti, io che sto sempre sulle mie.
Però capisco perchè mi manca così tanto e capisco perchè ogni volta che me ne vado sto così male.
Tutti sperano che il prossimo anno torni li, io compresa.