viva la vida

Giugno 29, 2009 at 2:15 pm (Senza Categoria)

Ogni volta che l’ascolto per caso mi chiedo quanti violini abbiano impiegato.
E’ più forte di me.
In seconda analisi penso che,prima che il negozio abbassasse per sempre le saracinesche, ti ho accompagnato io a comprare quel cd.
Pioveva ma non faceva così freddo quanto avrebbe dovuto e senza ombrello mi hai preso sottobraccio e via.
Quanto abbia riso?
Parecchio, ma eravamo ancora adolescenti, o ci piaceva pensare di esserlo.

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When I was young, it seemed that life was so wonderful…..

Giugno 24, 2009 at 6:29 pm (Senza Categoria)

Prometto che sarò pronta per cena….
ma ho caricato la musica quella che non ascoltavo da un pò.
Una volta scrivevo post che mi sembravano belli da leggere, che mi sembravano avere una logica.
Insomma scrivevo.
Poi sono successe tante cose.
Ora scrivo frasi che hanno senso solo per me.
Forse fa parte di quella mutazione che mi ha pervaso.
Perdere la capacità di scrivere.
Si, perchè per scrivere quel biglietto ho impegato 2 settimane e l’ho scritto e l’ho riscritto e alla fine non lo so se ha capito qualcosa.
Ma io dovevo scrivergli perchè non avrei più avuto modo di parlargli.
Eppure io gli ho sempre scritto.
Non mi ha mai risposto, quando era gradita una risposta.
Ma io sono così.
Non imparerò mai a parlare, potrò solo comunicare scrivendo.
Però per strada si perdono molte cose.
No, forse è meglio dire che si perdono molte persone.
Così mi chiedo quanto ancora debba pagare in questa vita.
Non devo il perdono a nessuno.
E’ forse per questo che il mio conto è più alto di quello degli altri?
Avere con certe persone una linea dura?
Parlando tempo fa con A. si tirava il bilancio di certi avvenimenti che si sono abbattuti sulle nostre teste.
Lei dice che mi preferisce ora, io la preferivo prima e anche se ora, secondo lei sono meglio, il prezzo per questa meglitudine quale è stato?
E quando estinguerò il mio conto?
E il bilancio alla fine cosa mi dirà?
Brava, ti sei fatta in 4, in 8, in 16, in 24 e pure in 32 per persone che hanno dimostrato molto chiaramente che di te non gliene fregava nulla.
Perchè sinceramente mi sembra di pagare ancora e ancora e ancora ….

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Posso farti una domanda?

Giugno 19, 2009 at 4:54 pm (Senza Categoria)

Cammino con la musica nelle orecchie e stancamente mi trascino a casa con mille pensieri per la testa.
Una voce dentro mi dice che oggi è l’ultimo viaggio in mezzo alle colline dove la scuola di magia è nascosta.
Anche lei cadrà vittima del grande demone celeste.
Seppur nascosta, seppur scuola di magia, quello che le si prospetta è a dir poco agghiacciante.
Cesserà di essere una scuola di magia.
Ho quasi accettato il fatto di non poter più fare il mio lavoro, se non a settembre, l’anno dopo ancora ma non posso accettare che la scuola di magia debba essere deturpata nella sua primaria essenza.
Togliete i teorici ma non i pratici!
E non riesco ad accettare quello che ho visto nei tabelloni.
Ma io non c’ero quindi non posso sapere.
Chissà se ha fatto tutto quello che poteva….. io glieli ho affidati con le lacrime agli occhi.
Certo è che io non ero li a dargli il tormento.
Già, è vero, non sono nostri figli, non siamo chiamati a fare miracoli, e dobbiamo sin dal primo giorno ricordare che non sono nostri.
Ma dopo aver passato il mio tempo ad ascoltare i loro problemi, ad asciugare le loro lacrime, a vederli sorridere quando erano felici non posso non chiedermi perchè quando certe squadre funzionano bene debbano essere spazzate via per fare posto ad altri che ammazzeranno tutto il lavoro che hai fatto con fatica.
Ah… già è così.
Amen io non posso farci nulla.
In tutto questo turbinio di pensieri continuo a camminare pensando ai fatti miei con la musica nele orecchie e tu devi continuare a rincorrermi per chiedermi se puoi farmi una domanda?
quando ho realizzato che parlavi proprio con me mi sono fermata ho tolto solo uno dei due auricolari e mi sono girata ed con lo sguardo ti ho incenerito.
Oggi è una pessima giornata vai al diavolo tu e la tua domanda.

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Sbiennare

Giugno 11, 2009 at 1:03 pm (Senza Categoria)

Gli anni si sa, io li conto da settembre a settembre.
Anche per me, come per quelli piccoli è arrivato il momento di sbiennare, passare al terzo anno, ma mentre sanno cosa il destino ha riservato loro io ancora non so se potrò sbiennare e soprattutto dove, o se sarò costretta ad un limbo senza fine.
sono passata dalla scuola di magia dove si indossavano divise, all’inferno fatto e finito dove non potevi neppure guardarti le spalle che tanto saresti stato colpito.
Dicono che in parte sia anche colpa mia che non ho saputo creare un legame forte perchè non ho mai scisso il legame con la scuola di magia.
Ma il legame con la scuola di magia non si può scindere, se lo accetti allora sai che non ne uscirai mai.
Ed io lo scorso anno potevo rifiutare un legame con un posto che dopo molto tempo mi faceva sentire a casa mia???
Fatto di rapporti umani, di corse, porte pesanti da sfondare a spallate e bigliettini.
Fatto di lacrime e fatica, tanta fatica e tanto lavoro, e sgridate ma a distanza di un anno vedi il frutto del tuo lavoro e finalmente sorridi.
Così la scuola di magia ha tirato fuori quella che sono che è capace di correre anche in versione meringa, che appena arrivata la su deve scendere veloce le scale perchè deve andare a cercare una parte del tutto, per una volta entrambi in divisa bianca.
Perchè oggi non lo so se sarei qui a scrivere questo post se la scuola di magia non avesse influito anche sulla mia precaria salute. Su quei kg che erano diventati pochi pochi. Sul mio essere adolescente che non finirà mai…
Perchè se non fosse stato per la scuola di magia forse neppure si sarebbe fatta la festa della meringa….
E’ che in questi due anni ho veramente imparato e visto tante cose che non mi va proprio di rimanere ferma a guardare le cose, vorrei anche io passare alla terza classe. In fondo mi pare di aver dimostrato di conoscere i programmi e di aver studiato prendendo sempre buoni voti :-)

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Precisazioni meringose

Giugno 4, 2009 at 3:40 pm (Senza Categoria)

Non ci sono mai interessate le cose convenzionali.
Non siamo una coppia convenzionale. Non lo saremo mai.
La mia vita non è un lungo fiume che scorre tranquillo ma la vita di quella che tutti pensano sia strana.
Volevamo una festa a modo nostro.
Se avessimo dovuto stare nelle rigide convenzioni allora avremmo mandato al diavolo tutto e ogni cosa sarebbe rimasta al suo posto.
Io sono quella che corre, sempre…. ma no, quella corsa verso le persone a cui voglio veramente bene non è stata pianificata per stupire tutti, non mi sono messa a tavolino a pensare come poter lasciare tutti a bocca aperta, e neppure per un secondo ho pensato che indossavo un vestito poco convenzionale per le corse.
Quel vestito l’ho scelto proprio per la sua praticità.
Così come non ho pensato un minuto a come comportarmi. Se il mio comportamento è stato così diverso dal solito forse è perchè ero a casa mia.
Quello che mi fa incazzare di più è che siamo stati scavalcati su alcune decisioni senza essere stati interpellati e senza che ci si dicesse qualcosa perchè ai parenti che venivano da lontano non stava bene il ricordo che abbiamo scelto quindi è stato meglio dargli altro senza che noi sapessimo nulla.
Non c’erano fiori! che scandalo.
Eppure delle decorazioni tutte fatte a mano di carta e seta non è rimasto nulla… tanto schifo non dovevano fare.
Se avessi voluto stare nelle convenzioni non avrei corso tutto il tempo o afferrato la bavarese alla fragola nel momento meno opportuno…. ma io non ci ho pensato… è venuto d’istinto.
Ma poi penso a una cosa….
che ci sono persone che hanno fatto un mucchio di km per condividere questa festa fino alla fine, che nell’aria si respirava l’odore della scuola di magia e che mi sembrava di essere a casa e che i “teorici” sono stati spettacolari e che voglio loro un mucchio di bene, che vedere gli amici che conosci dall’infanzia commossi ti fa tantissima tenerezza. A tutto il lavoro che ha fatto M. da quando ha deciso che non potevo pesare così poco fino all’organizzazione della festa.
E così penso che dai peggiori scontri possono anche nascere delle amicizie dove ci si dice poco ma si sa tanto dell’altro.
Il resto per quel che mi riguarda non esiste.

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