Proff… nessuno si è dimenticato di lei…
Ho bisogno di perdermi nel mondo ed ora sono tornata a farlo riempiendo spazi che sono immensi.
Le premesse sono sicuramente migliori dello scorso anno e la motivazione c’è ed è forte, ma loro sono così tanti che a volte mi chiedo se finisca per non riconoscerne qualcuno.
Però sono tornata a vedere occhi che mi guardano non per sfidarmi ma per quella che sono.
Nuovamente mi ritrovo attorniata da “piccoli-grandi” che chiedono, parlano, domandano.
Poi tra tutte le porte che chiudo dietro me è ovvio che ve ne è una che chiudo più volentieri perchè si è instaurato un rapporto collaborativo.
Intendiamoci, nulla sarà mai come la scuola di magia e nulla potrà prenderne il posto che occupa nel mio cuore.
MAI.
Ma pare che neppure la scuola di magia possa dimenticarmi e se lo fa è forse perchè prova la stessa sensazione di mancanza che provo io dentro.
Vallo a spiegare a quelli la che fanno le leggi cosa vuol dire vivere in una scuola…
lo devo dire.
Sono giorni che ci penso e ci ripenso…
poi oggi quando mi sono resa conto di camminare nel mezzo di un grande corridoio senza sapere bene dove dovessi andare ho sentito ancora più forte la mancanza dell’odore della vaniglia che mi passa accanto.
Dell’ uomo in divisa che passa, mi sfotte o forse mi dice solo che devo fare il mio lavoro.
Già, mancava una divisa, la sua.
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Per chi suona la campa(nella)
A pensarci mi sembra passata una vita da quel giorno in cui inconsciamente scelsi la scuola di magia.
Da quando varcai senza sapere cosa mi aspettava la porta di quel grande edificio.
Mi sembrano passati secoli da quando correvo per i corridoi, quando arrivavo e spingevo la pesantissima porta che non riuscivo mai a riaprire, ma io li mica ci potevo stare…
A quando la mattina arrivavo e c’era sempre lui a dirmi ciao ed io che ancora dormivo in piedi.
E tutte le volte che ho avuto bisogno di rifugiarmi perché mi sembrava una cosa troppo grande per me, tutte le volte che ho asciugato le loro lacrime, tutte le volte che li ho ascoltati, tutte le volte che li ho sgridati…
E l’uomo in divisa che mi faceva sentire così piccola, tutte le volte che discutevamo, parlavamo, scherzavamo.
Non avevo idea di quanto sarei uscita cresciuta da quel posto, non avevo idea di essere così, perché li ho veramente tirato fuori tutta me stessa, il meglio di me.
E mi sembrano lontani tutti i caffè del martedì alla solita ora e la macedonia del venerdì con A.
E la torta più bella della storia?
Le mille chiacchiere… io l’adolescente e tu l’adulto…
L’odore della vaniglia che invade ogni angolo e sai dove finirai inseguendolo.
Eppure la scuola di magia è li.
Non lo so se aspetta me.
Non lo so se tutto questo dolore servirà a riportarmi li.
So per certo che per me martedì non suonerà nessuna campanella.
il quadrato dell’insegnamento
Il quadrato dell’insegnamento è la particolare conformazione che assumono alcune linee della mano.
Chi insegna generalmente l’ha su uno dei due palmi. Non so se poi esistano casi di persone che insegnano e non hanno tale quadrato.
Fino ad un paio di mesi fa io non sapevo tutto ciò e non sono una che crede ciecamente negli oracoli.
Anzi diciamo che li ignoro bellamente.
Nonostante ignori i suddetti oracoli, avrei dovuto forse tener conto, che per caso, qualche giorno fa mi sono imbattuta in un oroscopo che mi faceva presente come la mia decade avesse saturno contro.
Dicono che contro saturno ci sia poco da fare.
Ma per me quella era solo una sciocchezza e così me ne sono andata alle convocazioni.
Già… perchè nel frattempo nella vita nonostante abbia cercato di fare i lavori più disparati sono l’insegnamento mi ha veramente voluta ed io ho capito che era l’unica cosa che avrei potuto fare.
Per la prima volta in vita mia sono rimasta fuori. Senza uno straccio di incarico annuale.
Inutile spiegare per la milionesima volta i motivi legati ad una rifoma scolastica che non sta in piedi.
Che certa gente dovrebbe andare a zappare la terra, con tutto il rispetto per chi lo fa, ma se cambi 3 istituti superiori per prendere un diploma e finisci per maturarti in una scuola privata una gran cima non devi essere.
Qualcuno, senza fare nomi, mi ha fatto notare che il giorno in cui mi sfuferò di tutto questo e deciderò di cambiare lavoro, il mondo della scuola avrà perso qualcosa.
Avrà perso l’unica persona sulla faccia della terra che ha il quadrato dell’insegnamento su entrambi i palmi della mano.