Chiedilo alla tua buona “Stella”
” seconda stella a destra… questo è il cammino… poi la strada la trovi da te… porta all’isola che non c’è”. E. Bennato.
Quella Stella sta proprio a destra….. ma il suo compito è distruggere l’isola che non c’è, altro che indicartela….. l’isola che un numero incalcolabile di persone non raggiungeranno mai.
Eppure sono persone che hanno fatto tanta strada, una laurea, la scuola di specializzazione ( rammento a tutti che le SSIS erano a numero chiuso e non aperte a chiunque si svegliasse un giorno pensando che fare l’insegnante fosse come bere un caffè al bar) e poi il balletto di cattedre… che non fa bene ai ragazzi costretti a cambiare e ad adattarsi ogni volta e non fa bene a loro che ogni anno devono cotruire un percorso con studenti e colleghi di cui non vedranno mai la fine, ogni anno un’opera incompiuta. Ogni anno li, alla fine di agosto a sperare che ci sia un posto, sempre a troppi km da casa, uno stipendio da fame per dirla in modo educato, ma gli insegnanti sono quelli che non fanno nulla perchè lavorano solo la mattina.
Si ignora tutto il lavoro che devi fare a casa perchè anche se hai due classi prime o treze o seconde, cambierà quello che le costituisce e le lezioni non saranno mai uguali.
Perchè, con tutto il rispetto, insegnare non è come fare un lavoro di quelli dove stai seduto ad una scrivania, interagisci continuamente con delle teste e dei cuori e ogni volta hai pochi secondi per valutare la tua giusta reazione.
Per non parlare della responsabilità.
Responsabilità di quello che insegni loro ma anche nel caso malaugurato qualcuno si facesse male.
Se fosse per soldi non lo faremmo, lo facciamo perchè l’abbiamo dentro e basta, perchè crediamo nell’importanza di dare qualcosa a quegli occhi che ti guardano e in alcuni casi ti considerano un adulto significativo.
E poi ci sono i casi in cui ti trovi con colleghi, con cui nasce collaborazione ed il lavoro riesce ancora meglio, ma alla fine dei 9 mesi ci si saluta con un arrivederci che sai benissimo non arriverà praticamente mai.
Nessuno ha mai capito che l’insegnamento non può essere trattato come gli altri lavori ma ha bisogno di paramentri suoi, avrebbe bisogno di strumenti e risorse sue proprie.
Impariamo ad essere uomini e donne civili tra i banchi di scuola perchè li è richiesto veramente di entrare a far parte di una “piccola società”. E’ li che porremo le basi per quello che saremo domani.
Quindi io chiedo alla mia Stella cosa pensa che sarà la società in cui viviamo tra 10 anni dopo che avrà tolto a migliaia di persone un lavoro e ad altrettanti il diritto ad una dignitosa istruzione?