La matematica non sarà mai il mio mestiere

luglio 6, 2011 at 12:27 pm (Senza Categoria)

Il cruccio più grande ogni anno è lasciarli.
Essere solo un qualcosa di passeggero e non poter sapere cosa faranno dopo.
Con la tristezza ed ineguatezza di non aver avuto abbastanza tempo per creare un legame solido.
Così lo scorso anno avevo lasciato quel blocco di cemento grigio con un rimpianto più grande del solito, un magone dentro.
Non poterli traghettare fuori dalla scuola, io adolescente tra gli adolescenti, adulta tra gli adulti, io che li ho osservati e ascoltati, loro che si sono più volte dimostrati cavalieri degni di spada, tanto da sentirne spesso la macanza in questi mesi…
Ora, solo ora, dopo un anno ho capito che forse quella manciata di ore ha significato veramente qualcosa per loro.
Perchè loro alle soglie di una delle prove più impegnative della vita hanno cercato me.
Un rincorrersi di messaggi e telefonate alle soglie del panico.
Me e nessun altro per avere conferme su quello che stavano facendo.
Conferme da me che non sapevo quasi nulla di questo loro ultimo anno.
E sto qui ad aspettare come se fossero miei figli con la preoccupazione che tutto vada bene e possano finire presto.
Con la consapevolezza che ho veramente fatto il mio lavoro al meglio.

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