112- Capolinea

luglio 17, 2007 at 10:19 am (Senza Categoria)

Soundtrack: "Start spreading the news

I’m leaving today

I want to be a part of it, New York, New York

These vagabond shoes

Are longing to stray

And make a brand new start of it

New York, New York….."
Perchè quella voce che cantava era la mia, anche se non riuscivo a crederci, ed è stato veramente bello.

Con la presente comunico che non è più mia intenzione vestire di rosso, incrociare le braccia fischiando e decretare la fine della partita.
Le partite le guarderò da spettatrice perchè alle palle a due, agli assist,ed ai canestri so di non riuscire a resistere. Ma questa sono io.
Con la presente comunico che questo è il mio ultimo post, non so se per sempre o per un periodo.Anche scrivere è un pezzo importante di me (non ho detto che non imperverserò sui vostri blog….).
Gli apprendistati del cuore sono sempre stati quelli più duri e dolorosi, quelli che ti uccidono dentro.
La prima regola che ti viene insegnata è:
Mai innamorarsi del proprio pigmalione.
Giusto, altrimenti non si amerebbe mai veramente.
Poi sarebbe importante, nella vita, riuscire ad ammettere quello che non va:
che la vita che fai è dura, che ti senti trasparente nei confronti dell’altro, nonostante tutto il bene e che vorresti imparare la giusta formula per entrare in una dimensione senza tempo.
L’inconscia consapevolezza che per essere felici sarebbe necessario ridere, giocare, scherzare, parlare e perchè no?
Camminare scalzi in riva al mare.
Essere inconsciamente consapevoli che, per essere felici, sarebbero necessari morbidi abbracci che ti fanno volteggiare ed essere poi tenuti stretti, accoccolati ed accarezzati sulla testa.
Poter scivolare lentamente verso l’altro e diventare un tutt’uno. Quel tutt’uno che improvvisamente riempie il vuoto che hai dentro e non il fatto che certe cose siano un dovere che non riesci ad adempiere.
Quello che so, a parte la profonda inadeguatezza è che non funziona.
E qualunque cosa faccia è un chiedere scusa e solo un preoccuparsi per gli altri, anche per chi finisce per farti solo male.
Non posso cambiare, non necessito di  trasformazioni.
L’unica ed evidente trasformazione  piuttosto evidente che non so controllare e fermare  è forse quella del mio fisico.
Posso accettare di essere così ma necessito di consapevolezze.
La consapevolezza che la mia felicità sta nel volere una casa con un cane, un gatto e qualcuno che volendomi bene a modo suo, si accorga di me, di quello che chiedo, perchè non voglio chiedere all’infinito.
Qualcuno che potesse dividere con me almeno qualcuna delle mille cose a cui non vorrei mai rinunciare, la musica, i concerti, il basket, i viaggi, le serate con gli amici.
E poi ci sono le cose a cui non rinuncerò mai….come sposarmi, adottare un bambino, affacciarmi e vedere il mare respirandone l’odore, guardare l’alba, improvvisare pazzie.
E se scelgo di rinunciare a qualcosa, qunado lo faccio spero ne valga la pena perchè di vita ho questa e non posso aspettare la prossima.
E benchè a volte pensi di essere veramente un mostro, mi rendo conto che queste sono tutte cose che ho nel mio dna per quanto sbagliato possa essere.
Detto ciò, b.a. che se ne frega se i suoi jeans sono troppo a vita bassa ringrazia A., A., V., Mago Merlino, e tutti coloro che mi hanno regalato un pezzo di loro o una loro parola contribuendo ad essere quella che sono.
Se e quando vorrete sapete dove trovarmi.
Ciao

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