A mio nonno

luglio 26, 2007 at 7:37 PM (Senza Categoria)

Perdonami se domani non ci sarò.
Sai, ho scritto una cosa.
“Perchè la musica è qualcosa che hai dentro, segue la tua vita, quel sottofondo a volte silenzioso altre rumoroso di avvenimenti importanti, di qualche lacrima, di momenti di gioia, ma soprattutto è la cosa migliore che mi aiuta a ricordare, vivere e respirare.”
E questo piccolo testo mi porterà nella tua patria, quella che non abbiamo potuto vedere insieme perchè sei partito prima. E lo desideravo tanto…tanto da chiederlo persino sabato scorso piena di rum…
E mi viene da pensare che sia un regalo che hai voluto fare alla tua nipote così disgraziata in questo periodo.
Così come ho sempre pensato che tutte le cose strane della vita capitatemi in questi 7 anni in qualche modo le avessi messe tu sulla mia strada…
questa volta rotolo veramente verso sud anche se ancora non me ne capacito, ma ne sono così felice…
Ciao….

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ah kataweb!

luglio 26, 2007 at 6:16 PM (Senza Categoria)

Cioè…

il post che ho scritto da transfuga l’ho ripristinato ma dove sono i link agli altri blog, che per inciso ho anche rifatto ma non vengono per nulla pubblicati?

o sono torda io o sono le istruzioni che sono poco chiare…àe poi shinstat dove sta? e la liccenza creativa??

Ma sopra ogni cosa… dove è finito il karma kappero?????????????

Spero sia solo un periodo di assestamento.

Distinti Saluti

Brutto Anatroccolo

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il lavoro nobilita l’uomo

luglio 26, 2007 at 5:45 PM (Senza Categoria)

G. poteva scegliere, tra le sue vite ma quello che ritenne più importante era il suo lavoro.
E così non è che non abbia scelto.
Ha scelto una terza cosa tra le 2 che la contendevano.
In fondo cosa c’entrava lui nella grigia città dove tutti vanno di corsa?
M. sta scegliendo il suo lavoro.
Il lavoro nobilita l’uomo e quando sarà a posto con il suo lavoro tornerà ad essere la fantastica persona che è sempre stata.
Ma ora la scelta che fa è tutt’altra e credo che sia giusto così.
Non si può stare così male.
Distruggersi e rovinarsi, riempirsi di se, ma rancori che prima o poi esploderanno. Era molto meglio quando le case erano due.
Pensavo veramente sarebbe stato per tutta la vita, altrimenti non mi ci sarei infilata in tutta questa storia.
Perchè ieri quando sono uscita dal cancello avrebbe potuto venire a cercarmi ma non l’ha fatto.
E io ho vagato senza una meta precisa su quel viale pieno di traffico e stranamente senza prostitute e ho pensato che non ho più nessuno da chiamare, con cui parlare o che ne so.
Che l’unica persona in grado di dirmi “Xxxx, va tutto bene”, non c’è più, ed era tutto quello che avrei voluto sentirmi dire.

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